Roma, sequestro da 25 milioni a ex boss della Magliana

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Nel mirino di Guardia di Finanza e Ros i beni di Ernesto Diotallevi. Tra questi anche un appartamento di lusso in piazza Fontana di Trevi. Secondo gli inquirenti era a capo di una realtà criminale di "manifesta pericolosità"

Sequestrati beni per 25 milioni a Ernesto Diotallevi, considerato uno dei capi storici della banda della Magliana. Nel mirino della Guardia di Finanza e dei carabinieri del Ros ci sono, tra l'altro, un appartamento di 14 vani a Piazza Fontana di Trevi auto, moto, quote societarie e conti bancari all'uomo che, secondo gli inquirenti, l'ex boss forte del suo passato criminale spadroneggiava nel territorio della Capitale e del Lazio "controllandone la totalità delle più lucrose attività delinquenziali".

Sequestro da 25 mln a ex boss Magliana - Dalle indagini è emerso che Diotallevi era a capo di una realtà criminale "la cui manifesta pericolosità è da lungo tempo cristallizzata negli atti processuali di numerose inchieste giudiziarie che hanno fruttato l'accumulo illecito di proventi a tutt'oggi nella sua disponibilità". Secondo gli investigatori, nel corso degli anni, forte delle proprie capacità e esperienze criminali acquisite sul campo, Diotallevi è giunto ad acquisire un certo credito nella sfera delle organizzazioni della mafia siciliana, conquistando la fiducia dei suoi esponenti di maggior rilievo, "come attestato da numerose dichiarazioni di collaboratori di giustizia, anche organici alla criminalità organizzata romana, che ha stretto nel tempo accordi e alleanze con la mafia".
Il 'salto di qualità' troverebbe riscontro in numerosi atti di indagine e giudiziari, che delineano e ripercorrono circa trent'anni di storia criminale italiana (1981-2013), da cui il nome dell'operazione di Ros e Gdf: "Operazione trent'anni".

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