Concordia, la telefonata di Schettino dalla sale macchine

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"Dove abbiamo toccato?", chiede il comandante. "Il quadro elettrico principale è pieno d'acqua", risponde il direttore della centrale. La dinamica del naufragio davanti al Giglio nelle intercettazioni telefoniche delle 22.09. AUDIO

"Ma dove abbiamo toccato?". Venerdì 13 gennaio 2012 ore 22.09, dopo il boato provocato dall'urto della Costa Concordia contro gli scogli (lo speciale), il comandante Francesco Schettino chiama al telefono il direttore della centrale macchine Giuseppe Pilon. "Dove abbiamo toccato?" chiede. "Ma comandante, qui è tutto perso - risponde Pilon - I generatori 4, 5, 6 non ce li abbiamo, e anche l'1, 2 e 3. E il quadro elettrico principale pieno d'acqua. C'è uno squarcio laterale, evidentemente, ma non l'ho visto".
Questo l'audio della telefonata trasmessa in aula dai pm nel corso del processo istruito a Grosseto e che vede Schettino unico imputato per il naufragio.

L'intercettazione telefonica delle 22.09 - I giudici ascoltano le testimonianze degli ufficiali di macchina, gli uomini che nei ponti inferiori della nave per primi hanno visto lo squarcio e l'allagamento della nave che ha causato l'affondamento (FOTO e VIDEO). Primo teste esaminato dai pm il terzo ufficiale di macchina Hugo Di Piazza. "Sentivo Pillon e l'ufficiale Alberto Fiorito - ricorda - parlare, col telefono della centrale, con il ponte di comando. Sì, parlavano col comandante".

Schettino: sono sereno. La difesa: non è codardo - Schettino, intanto, si dice "sereno". Ottimista anche uno dei suoi avvocati, Donato Laino: "Il processo sta dimostrando che Schettino non  un codardo e non ha abbandonato la nave". (VIDEO)

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