Cristian D'Alessandro, l'appello della madre a Putin

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I genitori dell'attivista di Greenpeace arrestato 52 giorni fa dalle forze speciali russe chiedono al Cremlino di "portare i giudici sulla giusta via". Il 24 novembre scadranno i termini della custodia cautelare. Diffuso il video del blitz

"Mio figlio ci ha detto: 'mi sono organizzato la mente. Devo restare qui almeno fino al 24 novembre'. E io mi auguro che arrivi una buona notizia". A parlare a Sky TG24 è Raffaela Ruggiero, la madre di Cristian D'Alessandro, l'attivista italiano di Greenpeace arrestato con gli altri 30 membri dell'equipaggio dell'Arctic Sunrise 52 giorni fa e detenuto da allora in un carcere russo. Da quel momento i genitori hanno potuto sentire il figlio al telefono solo due volte.
Il prossimo 24 novembre scadranno i termini della custodia cautelare e i genitori dell'attivista sperano in un'espulsione con foglio di via, "come spesso accade ai dimostranti di Greenpeace". Ma il rischio è anche una proroga della detenzione. Per questo la madre di Cristian lancia anche un appello a Putin. "La magistratura è sovrana, ma la magistratura è fatta di uomini che possono sbagliare - dice - Il presidente Putin, nella sua magnanimità, potrebbe pure indirizzare i magistrati nella giusta via". Il padre di Cristian si augura invece che "tutti i 18 governi coinvolti facciano un accerchiamento diplomatico alla Russia perché sia risolta questa vicenda".

Nuovi capi di imputazione - Dalla Russia intanto arrivano segnali contrastanti. Da un lato venerdì 8 novembre il Consiglio per i diritti umani presso la presidenza russa, un organo con poteri solo consultivi, ha deciso di inviare una lettera al Comitato investigativo russo perché valuti la richiesta di scarcerazione per i membri dell'equipaggio della Arctic Sunrise. Da parte sua, però, la commissione d'inchiesta avrebbe deciso di aggiungere al capo di imputazione per teppismo quello di resistenza a pubblico ufficiale per alcuni degli attivisti.
Inizialmente tutti e 30 i membri di Greenpeace sono stati accusati di pirateria, un reato che prevede una pena massima di 15 anni. Poi l'accusa è stata derubricata a "teppismo", pena massima sette anni. Ora - per alcuni ma non è stato specificato per chi - si aggiunge quella di resistenza, che prevede fino a 5 anni di carcere.

Greenpeace diffonde il video del blitz
- Per dimostrare come si sono realmente verificati i fatti dello 30 settembre, Greenpeace l'8 novembre ha pubblicato il primo video dell'abbordaggio di agenti russi sulla "Arctic Sunrise", la rompighiaccio dell'organizzazione ecologista protagonista di una spettacolare protesta nell'Artico.
Le immagini, girate dall'equipaggio e disponibili sul canale "GreenpeaceVideo" di YouTube, mostrano agenti della Guardia di frontiera russa che, a volto coperto e armati di mitraglietta, si calano con le corde sulla nave da un elicottero. Le persone a bordo della nave alzano le braccia in segno di resa poi, mentre sale su una scaletta, un agente colpisce con un pugno un militante che sembra impedirgli di passare, e lo fa cadere per terra. Il blitz fermò una protesta contro le trivellazioni nell'Artico e portò all'arresto di 30 fra attivisti e giornalisti di diverse nazionalità, tra cui l'italiano Cristian D'Alessandro, tuttora detenuti e incriminati per teppismo.

Il video diffuso da Greenpeace:

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