La Repubblica: Priebke sepolto in un carcere italiano

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Secondo un reportage a firma del direttore Ezio Mauro, la tomba dell'ex capitano delle SS è identificata da un numero sulla croce di cui saranno a conoscenza solo i familiari. "Nemmeno le guardie conoscono il nome dell'ultimo arrivato"

La salma di Erich Priebke, capitano delle SS e boia delle Fosse Ardeatine, è sepolta in Italia nel cimitero in disuso di un carcere. La tomba è identificata da un numero sulla croce di cui sono a conoscenza solo i familiari. A rivelarlo è la Repubblica, in un articolo del direttore Ezio Mauro. Il quotidiano pubblica anche una grande foto del piccolo camposanto invaso dalle erbacce.

"E' il cimitero di un carcere", scrive Mauro. Sulla sepoltura "c'è il timbro del segreto di terzo grado da parte dello Stato". "Se non si può far conoscere il luogo che ospita la tomba - sottolinea - è giusto far sapere che questa vicenda è conclusa", "la democrazia risponde ai suoi doveri e dunque può riprendersi i suoi diritti". Mauro ricostruisce i momenti del trasferimento della salma. "C'erano due uomini sull'auto arrivata alle 3.45 del mattino all'aeroporto militare di Pratica di Mare - scrive - ma uno solo sapeva dove stavano andando e perché, nella notte tra un sabato e una domenica di fine ottobre".

Sulla tomba una croce di legno con sopra un numero che è "conservato in una busta con i sigilli nella cassaforte del funzionario che ha pilotato l'operazione. Verrà consegnato al figlio di Priebke che a dicembre arriverà da New York". "Il direttore del carcere, convocato a Roma per sapere che avrebbe dovuto ricevere l'ospite più indesiderato d'Italia, è ripartito col vincolo del segreto", "nemmeno le guardie conoscono il nome dell'ultimo arrivato, e naturalmente non lo sanno il sindaco, il presidente della Regione, la comunità cittadina".

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