Sardegna, arrestati due consiglieri regionali

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Mario Diana e Carlo Sanjust, entrambi del Pdl, sono indagati nell’inchiesta bis sul presunto uso illecito dei fondi ai Gruppi in Consiglio. Gli arresti sono stati motivati dal rischio di inquinamento delle prove e di reiterazione del reato di peculato

Due consiglieri regionali, Mario Diana, ex capogruppo Pdl e ora alla guida di "Sardegna è già domani", e Carlo Sanjust (Pdl) sono stati arrestati mercoledì 6 novembre dai carabinieri del Nucleo di Polizia giudiziaria della Procura di Cagliari, in collaborazione con i militari del Comando provinciale, nell'ambito dell'inchiesta bis sul presunto uso illecito dei fondi ai Gruppi in Consiglio nella scorsa legislatura.
Le misure sono motivate dal rischio di un inquinamento delle prove e anche da quello della reiterazione del reato di peculato.

Il consigliere regionale Mario Diana, ex capogruppo del Pdl nella passata legislatura, è stato trasferito nel carcere di Oristano. Mentre Carlo Sanjust (Pdl), anch'egli indagato per peculato nell'ambito dell'inchiesta-bis della Procura di Cagliari sull'utilizzo dei fondi destinati ai Gruppi dell'Assemblea sarda, e che dovrà giustificare in particolare la spesa di 20mila euro di fondi che secondo gli inquirenti avrebbe utilizzato per il suo matrimonio, rimane nel carcere cagliaritano di Buoncammino.

In manette anche un imprenditore
- Assieme ai due consiglieri i carabinieri, nell'ambito della stessa inchiesta, hanno arrestato anche l'imprenditore specializzato nel catering Riccardo Cogoni. Mentre è stato  perquisito inoltre lo studio odontotecnico del consigliere regionale del Pdl Onorio Petrini alla ricerca di elementi utili per le indagini.

200 mila euro contestati a Diana - Ammonta ad almeno 200.000 euro la spesa contestata all'ex capogruppo del Pdl Diana nell'ambito dell'inchiesta condotta dal pm Marco Cocco. Le somme sarebbero state spese dal 2009 in poi dunque nell'arco dell'attuale legislatura. Il 30 settembre scorso carabinieri e guardia di finanza avevano perquisito la casa e lo studio oristanesi di Diana (difeso dall'avvocato Mariano Delogu) e portato via diversi faldoni di documenti tra cui fatture e pezze giustificative.
"Sono certissimo che tanto io quanto il gruppo consiliare del Pdl non avremo difficoltà a dimostrare che i fondi per il finanziamento del gruppo sono stati spesi in maniera corretta, per attività strettamente connesse all'esercizio delle funzioni elettive attribuite per mandato ai consiglieri regionali", aveva dichiarato Diana ai primi del mese scorso.

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