Processo Meredith, Sollecito: contro di me una persecuzione

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Il giovane, imputato con Amanda Knox per l'omicidio della studentessa inglese nel 2007, ha reso una dichiarazione spontanea davanti alla Corte d'assise d'appello di Firenze: "Non sono un assassino spietato, non ho più una vita". VIDEO

"Contro di me sono state mosse accuse assurde", "sento nei miei confronti una persecuzione allucinante, senza senso". Così Raffaele Sollecito nel corso di una lunga dichiarazione spontanea durante il processo d'appello bis per l'omicidio Meredith Kercher, davanti alla Corte d’assise d’appello di Firenze. Il nuovo processo ha preso il via dopo che la Corte di Cassazione ha annullato la sentenza di assoluzione pronunciata in secondo grado per Sollecito e Amanda Knox. Per lo stesso delitto è già stato condannato in via definitiva a 16 anni Rudy Guede.

Sollecito, nel corso delle sue dichiarazioni, ha detto di non aver mai conosciuto il giovane ivoriano e definito dei "mitomani" che sono stati tutti smentiti i testimoni che avrebbero testimoniato contro di lui. Anche la prova dell’impronta sulla scena del delitto che è stata ricondotta a lui, è stata contestata da Sollecito: "Il mio piede ha un difetto che mostra che quell'impronta non è riconducibile a me".

Sollecito ha inoltre ricostruito i giorni dell’omicidio quando, ha raccontato, "ero a una settimana dalla discussione della laurea", "avevamo 20 anni" e "tutto c'era nella nostra mente tranne un tale disprezzo della vita umana". Il giovane ha parlato anche di Amanda Knox: "Ho conosciuto Amanda e fu il mio primo vero amore. Fu tardi perché ero riservato". "Non mi è mai piaciuto l'alcool - ha detto ancora - e non andavo alle feste, anche se mi sono fatto qualche spinello, questo non ha cambiato la mia personalità".

"Mi hanno descritto come un assassino spietato ma io non sono nulla di tutto questo" ha continuato. "Devo difendermi tutti i giorni" e "non ho più una vita" ha detto, concludendo con la voce rotta dalla commozione la sua dichiarazione spontanea in corte d'assise d'appello di Firenze. Sollecito ha inoltre definito un "grosso sbaglio" quello della Corte di Cassazione che ha annullato la sentenza di assoluzione pronunciata in secondo grado per Raffaele e Amanda.
Il processo è stato aggiornato al 25 novembre. La sentenza potrebbe arrivare il 10 gennaio.

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