Estorsione a Berlusconi, pm chiede archiviazione Tarantini

L'imprenditore barese Gianpaolo Tarantini
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Per la Procura di Roma i 500mila euro che il Cavaliere diede all'imprenditore barese rappresentavano un aiuto e non il frutto di un ricatto. Chiesta l'archiviazione anche per Valter Lavitola, che sarebbe stato il tramite nella consegna del denaro

La procura di Roma ha chiesto al gip l'archiviazione del procedimento per tentata estorsione di Silvio Berlusconi a carico di Giampaolo Tarantini e Valter Lavitola. Lo hanno riferito fonti giudiziarie.

La vicenda riguarda i circa 500.000 euro che Tarantini ha ricevuto da Berlusconi per il tramite di Valter Lavitola e che, nell'ipotesi investigativa, sarebbe stato il frutto di un ricatto dell'imprenditore barese all'ex premier per non rivelare dettagli sulla frequentazione di escort nelle dimore di Berlusconi.

La procura della Capitale, dicono le fonti, è giunta alla conclusione che quel denaro rappresentava un aiuto a un imprenditore in difficoltà perché potesse riprendere l'attività economica: ipotesi sostenuta dalla difesa di Berlusconi. Del caso delle escort l'ex premier non si è ancora liberato del tutto, in quanto è ancora indagato a Bari con l'ipotesi di induzione a rendere false dichiarazioni alla magistratura. I magistrati pugliesi indagano sull'ipotesi che Berlusconi abbia indotto Tarantini a mentire ai pm che indagavano sul giro di prostituzione.

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