Roma, ancora in piazza per la casa: tensione e scontri

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Dopo la manifestazione del 19 ottobre, un nuovo corteo ha sfilato per le vie del centro storico, con incidenti con le forze dell'ordine e 16 feriti. Intanto il governo ha messo sul piatto 140 milioni per l'emergenza abitativa. Ma la protesta non si ferma

Nuova giornata di proteste per il diritto alla casa e nuove ore di tensione a Roma, dove l'"assedio" promesso dai movimenti si è trasformato in incidenti nelle vie del centro storico. Tra i manifestanti, per il resto pacifici, studenti, attivisti dei movimenti, immigrati e anziani. Le uniche bandiere sventolate in cielo sono state quelle dei movimenti, qualcuna No-Tav e altre dell'Associazione Inquilini e Abitanti. "Questa protesta non vuole colori politici", è la frase già pronunciata il 19 ottobre nella manifestazione che aveva portato all'occupazione di Porta Pia e ripetuta il 31 ottobre.

Gli scontri - Poco dopo mezzogiorno, a qualche metro da palazzo Chigi, sono partiti uova, bottigliette e bulloni. Imboccato il Tritone, con l'obiettivo di "assediare" via della Stamperia, sede del ministero degli Affari regionali dove era in corso la Conferenza unificata per l'emergenza abitativa, i manifestanti hanno trovato polizia e carabinieri a sbarrargli la strada. Cinque ragazzi, a volto coperto, hanno scalato un blindato per ricominciare, dal tetto, il lancio di oggetti. Quando gli agenti hanno risposto con i lacrimogeni all'esplosione di alcuni petardi e di una bomba carta, è stato il fuggi fuggi tra i turisti e la frangia di manifestanti più pacifica. Dopo nuovi momenti di tensione in via de' Crociferi e la chiusura della Galleria Colonna, un corteo tranquillo ha puntato di nuovo su Montecitorio. A fine giornata, il bilancio è di 16 feriti, mentre le otto persone identificate dai carabinieri durante la manifestazione sono state rilasciate.

Il governo: 140 milioni per l'emergenza abitativa - Nel frattempo, la Conferenza unificata ha deciso che a gennaio partiranno due fondi, grazie ai quali verranno stanziati 100 milioni come sostegno agli affitti delle famiglie meno abbienti e 50 milioni per le cosiddette "morosità incolpevoli". Per il ministro per le Infrastrutture Maurizio Lupi queste risorse andranno comunque aumentate "in modo significativo". Durante l'incontro presieduto dal ministro per gli Affari regionali Graziano Delrio sono state avanzate anche altre proposte, che saranno oggetto di un tavolo tecnico la prossima settimana. Tra l'altro si pensa, ha spiegato Lupi, a un fondo di garanzia per i proprietari (privati o pubblici) di immobili che mettano a disposizione in affitti di regime concordato le case sfitte.

Le contestazioni continuano - Il piano del governo non sembra però placare i manifestanti. "La nostra protesta non finisce qui - dicono in coro - non ci fermeranno". E annunciano nuovi appuntamenti il 9 e il 10 novembre, sempre nella Capitale.

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