Ilva: chiusa l'inchiesta, anche Vendola tra gli indagati

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Tra le persone sotto indagine dalla procura di Taranto ci sono il sindaco della città Ippazio Stefano e il governatore della Puglia, che commenta: "Andrò subito a rispondere alle domande dei pm" . Nella mattinata del 30 ottobre incidente agli altiforni

Il governatore della Puglia Nichi Vendola e il sindaco di Taranto Ippazio Stefano sono tra le oltre 50 le persone indagate per disastro ambientale a Taranto per le vicenda dell'Ilva. Secondo quanto indicato negli atti dell'accusa nei mesi scorsi Vendola avrebbe tentato di "far fuori" il dg di Arpa Puglia, Giorgio Assennato, figura 'sgradita' all'azienda. Oltre al sindaco e al governatore risultato indagati anche Nicola Fratoianni, ex assessore alla Politiche giovanili della Regione Puglia ed ex braccio destro di Vendola all'interno della Giunta regionale, attualmente deputato nelle fila di Sel e Lorenzo Nicastro, magistrato in aspettativa attualmente assessore regionale all'Ambiente.   

Tra i reati ipotizzati associazione per delinguere e disastro ambientale - Il provvedimento è stato firmato dal procuratore della Repubblica di Taranto, Franco Sebastio, dal procuratore aggiunto, Pietro Argentino, e dai sostituti procuratori Mariano Buccoliero, Giovanna Cannarile, Remo Epifani e Raffaele Graziano. Quest'ultimo è titolare di due fascicoli d'inchiesta relativi ad incidenti mortali verificatisi all'Ilva di Taranto, fascicoli che sono stati inglobati nell'inchiesta-madre oggi chiusa. I reati contestati agli indagati vanno dall'associazione per delinquere finalizzata al disastro ambientale all'avvelenamento di sostanze alimentari, all'emissione di sostanze inquinanti con violazione delle normative a tutela dell'ambiente. 

Vendola: "Continuo ad avere fiducia nell'inchiesta"
- In questo, che è "il momento di più grande turbamento, continuo a dare una straordinaria importanza all'inchiesta sull'Ilva", ha commentato Nichi Vendola, che ha annunciato che andrà "il prima possibile a rispondere alle domande del pm" sulla questione Ilva. "Siamo - ha aggiunto - in una fase preliminare e penso che la verità arriverà immediatamente".

La videolettera di Nichi Vendola:



Lunedì riapre l'altiforno 2 - Il prossimo 4 novembre, come riferito da alcune fonti sindacali, riaprirà l'altoforno numero 2 dello stabilimento siderurgico tarantino, al centro di un vasto programma di bonifica ambientale per ridurre l'impatto dell'inquinamento, il cui varo è seguito all'inchiesta per disastro ambientale che ha coinvolto i vertici della società e ha provocato il commissariamento dell'impianto.

Incidente in mattinata
- Intanto all'Ilva si è verificato in mattinata un incidente sul lavoro, all'apparenza gravi conseguenze. Un gruppo di operai era intento alla fase di colaggio della ghisa quando da una siviera, che è un grosso contenitore e che trasporta la ghisa proveniente dagli altiforni, si è sprigionato del fumo intenso ed alcune fiammate. A quanto pare l'incidente è stato provocato dalla persistenza sul fondo della siviera di tracce di olio combustibile che, a contatto con la ghisa, hanno alimentate le fiamme e il fumo. Francesco Rizzo dell'Unione sindacale  di base ha denunciato che nell'incidente sono rimasti intossicati quindici operai. Secondo quanto riferito da Rizzo, inoltre, agli operai  sarebbe stato detto "di continuare a lavorare, nonostante il  capannone fosse pieno di fumo". Da parte sua l'azienda ha invece parlato di sei operai che hanno accusato una lieve irritazione delle vie respiratorie così come è stato diagnosticato in infermeria.

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