Roma, studentesse e baby-squillo: 5 arresti per sfruttamento

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In manette cinque persone accusate di aver indotto due liceali a prostituirsi. Tra queste anche la madre di una delle minori. Gli incontri con i clienti avvenivano in un appartamento ai Parioli, quartiere “bene” della capitale

Studentesse di liceo al mattino, prostitute di pomeriggio. A 14 e 15 anni. E' la vicenda di due ragazzine romane indotte da un gruppo di adulti a mettersi in vendita e che, con i soldi guadagnati, si sarebbero comprate sostanze stupefacenti. Cinque persone sono finite in manette con l’accusa, tra l’altro, di induzione e sfruttamento della prostituzione minorile. Tra queste anche la madre di una delle adolescenti che prendeva una percentuale sugli incassi. La madre dell'altra giovanissima ha invece dato il via alle indagini denunciando ai militari il comportamento strano della figlia, che da un po' di tempo si mostrava nervosa e aggressiva e aveva un'ingiustificata disponibilità di denaro. Secondo quanto ricostruito, le ragazzine, compagne di classe in un liceo romano, si prostituivano negli ultimi tempi in un appartamento - che è stato sequestrato - di viale Parioli (mappa), nell'omonimo quartiere 'bene' di Roma. Una sorta di “casa chiusa” gestita da uno degli arrestati che provvedeva alla gestione dei clienti, reperiti attraverso inserzioni su siti di incontri on line dove le ragazzine venivano spacciate per maggiorenni.

L'inchiesta del Nucleo investigativo dell'Arma di Roma ha portato in carcere complessivamente 5 italiani, tra i 29 e i 43 anni. Tre di loro, tutti uomini, avevano adescato la ragazzina più grande sul social network e l'avevano avviata alla prostituzione, procacciandole clienti e trattenendo una percentuale sui compensi che potevano arrivare anche a 300 euro a prestazione. La giovane aveva quindi convinto la compagna di scuola più piccola a seguire la stessa strada. Secondo quanto accertato, con i soldi guadagnati le liceali avrebbero acquistato droga per uso personale. Tra i reati contestati a vario titolo agli indagati anche la produzione di materiale pedopornografico connessa alla realizzazione di immagini delle minori in atteggiamenti provocanti. In manette anche uno dei clienti, indagato anche per tentata estorsione: aveva chiesto a una delle adolescenti 1500 euro per non divulgare dei video sugli incontri sessuali con la ragazzina. Eseguite numerose perquisizioni domiciliari a carico di clienti delle due minori, indagati per avere avuto rapporti sessuali a pagamento con minori.

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