Compravendita senatori, Berlusconi e Lavitola a giudizio

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La decisione del gup: l'11/2 inizierà il processo per corruzione contro l'ex premier e il faccendiere. Accolta la richiesta di patteggiamento per De Gregorio (20 mesi di reclusione) che a Sky TG24 dice: "Ho chiesto scusa a Prodi, Berlusconi si ritiri"

Silvio Berlusconi e Valter Lavitola sono stati rinviati a giudizio a Napoli per la vicenda della presunta compravendita di senatori che avrebbe portato alla caduta del governo Prodi. Lo ha deciso il gup Amalia Primavera. Per l'ex premier e il faccendiere l'accusa è di corruzione. Il processo si celebrerà davanti al collegio A della V sezione penale di Napoli, a partire dall'11 febbraio 2014.
Nella stessa inchiesta è stata accolta dal gup la richiesta di patteggiamento a 20 mesi di reclusione avanzata dalla difesa di Sergio De Gregorio. Il dispositivo è stato letto dopo circa un'ora e mezza di camera di consiglio. L'avvocato Carlo Fabbozzo, che assiste De Gregorio, si è detto soddisfatto. E lo stesso ex senatore a Sky Tg24 racconta: "Ho chiesto scusa a Prodi e lui le ha accettate". E ancora: "consiglio a Berlusconi di ritirarsi dalla scena politica, liberando l'Italia e la sua persona da tante infamie. Io mi sono liberato di un peso e liberato la mia coscienza". Guarda il video:





La difesa di Berlusconi: "Nessun reato" -
Lavitola, mercoledì 23 ottobre, per due ore, ha reso dichiarazioni spontanee: "Se avessi davvero portato soldi sarei solo un vettore - ha sostenuto Lavitola - io portai soldi a De Gregorio ma era una partita di giro per l'Avanti". Lavitola ha anche scelto come legale Guido Paniz, ex senatore Pdl. Per la difesa di Berlusconi, ha preso la parola Michele Cerabona: "Non c'è reato in quanto la Costituzione italiana prevede per ogni Parlamentare il diritto dell'insindacabilità dei suoi voti". Alle 14.30 circa il gip si è chiuso in camera di consiglio e alle 16.40 e' arrivata la decisione. Sarà dunque un collegio di giudici a stabilire se Silvio Berlusconi e Valter Lavitola sono da considerare colpevoli.

L'accusa: "Compravendita di senatori per fare cadere Prodi" -
L'indagine, che si fonda sulle dichiarazioni rese lo scorso anno da Lavitola, ha avuto una accelerazione decisiva con le ricostruzioni fornite da Sergio De Gregorio il quale ha confessato ai pm Alessandro Milita ed Henry John Woodcock, di aver accettato un "patto scellerato". Nella prima udienza preliminare aveva chiesto di patteggiare ad 1 anno e 8 mesi e così è stato: condanna e pena sospesa. Era il 2006 e la migrazione dell'onorevole Sergio De Gregorio sarebbe servita a far cadere il governo di Romano Prodi, e così fu, grazie al voto contrario proprio di De Gregorio. Per il pm questo passaggio fu pagato tre milioni di euro, di cui due in "nero" e uno versato nelle casse dell'associazione culturale "Italiani nel mondo". Proprio De Gregorio ha raccontato ai pm di aver ricevuto i soldi da Berlusconi tramite Valter Lavitola

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