Torino, morto Alberto Musy, vittima di un agguato nel 2012

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Il consigliere comunale dell'Udc era in coma da 19 mesi, dopo essere stato colpito da colpi di arma di fuoco. Francesco Furchì, imputato nel processo, rischia ora l'ergastolo. Fassino a Sky TG24: si rinnova dolore

Si è spento questa notte Alberto Musy, il consigliere comunale dell'Udc di Torino ferito gravemente in  un agguato sotto casa il 21 marzo 2012. Musy, colpito da un misterioso uomo con un casco con diversi colpi di pistola nel cortile della sua  abitazione nel centro di Torino, si trovava in coma da 19 mesi. Il comune di Torino ha deciso il lutto cittadino per il giorno dei funerali. A processo per l'agguato c'è Francesco Furchì, che si è sempre proclamato innocente.

Marzo 2012: l'agguato - Alberto Musy era stato ferito con dei colpi di pistola sotto la sua abitazione di via Barbaroux da un uomo con il volto coperto da un casco che indossava un impermeabile lungo e che si era poi allontanato a piedi. Le telecamere di videosorveglianza nel centro storico di Torino lo ripresero, ma ci volle molto tempo prima che la polizia individuasse un presunto responsabile, arrestato un anno dopo: si tratta di Francesco Furchì, candidato alle ultime elezioni comunali di Torino nelle quali sosteneva Musy e che avrebbe agito per rancori causati dai mancati aiuti di Musy in alcune vicende, come il tentativo di acquisizione della fallita Arenaways. Furchì è tuttora in carcere.

Furchì: "Sono dispiaciuto" - Proprio nel corso dell'udienza che si è svolta nella mattinata Furchì, avvicinato dai giornalisti si ha commentato: "Più che dirvi che sono dispiaciuto non posso dire altro". Furchì, attorniato dagli agenti di polizia penitenziaria, ha poi allontanato i cronisti dicendo "non posso dirvi altro". Il dibattimento è stato momentaneamente sospeso.

Ripercussioni sul processo - Per ora il processo che vede imputato Francesco Furchì ferma. Il tribunale, su richiesta del pm Roberto Furlan, ha disposto l'autopsia. Ma il procedimento rischia di ripartire da capo con un nuovo giudice. Nuova infatti l'imputazione, che passa da tentato omicidio a omicidio volontario. "Adesso l'imputazione per Francesco Furchì dovrà cambiare: da tentato omicidio a omicidio volontario premeditato. Un reato punito con l'ergastolo" spiega l'avvocato di parte civile della famiglia Musy, Gian Paolo Zancan."Processualmente cambia molto - prosegue il legale  - Cambierà il giudice: non sarà più il tribunale ma la corte d'assise a giudicare". Nel nuovo processo  potranno essere acquisiti, salvo opposizioni delle parti, tutti gli atti fin qui compiuti nel processo in corso. In ogni caso, si allungano i tempi per arrivare a un primo verdetto sull'agguato. Per Furchì, detenuto da 10 mesi, ripartono anche i termini della carcerazione.

Fassino: si rinnova il dolore - Il sindaco di Torino, Piero Fassino a Sky TG24: "Si rinnova il dolore della famiglia, a cui siamo ancora una volta vicini, si rinnova il dolore di tanti, che hanno conosciuto, stimato e apprezzato Alberto, e si rinnova il dolore della città".



Coppola (Pdl): "Profondo dolore" - Profondo dolore è stato espresso anche da Michele Coppola del Pdl, ora assessore alla Cultura della Regione Piemonte e nel 2011 avversario politico di Musy per la poltrona di sindaco: "Pur sapendo quanto le sua condizione fosse critica, abbiamo sempre sperato che Alberto un giorno potesse tornare a casa dalla sua famiglia". "Insieme ad Alberto, nel 2011 su fronti contrapposti, abbiamo fatto una campagna elettorale per il comune di Torino con un solo obiettivo - ricorda Coppola - i contenuti, il merito dei problemi e il bene della nostra citta'. Mi rimarrà sempre un ricordo bello e positivo di Alberto Musy. Non posso che stringermi alla moglie Angelica e alle sue figlie con un grande abbraccio".

Mario Calabresi su Twitter - Il direttore della Stampa, principale quotidiano di Torino, Mario Calabresi, ha espresso il suo cordoglio su Twitter.




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