Caso Cucchi, l'ospedale Pertini risarcirà la famiglia

Stefano Cucchi
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Accordo raggiunto tra i genitori di Stefano, arrestato per droga il 16 ottobre 2009, e la struttura sanitaria dove morì sei giorni dopo. Ilaria chiede la verità sul pestaggio del fratello. Il padre deposita il primo atto di appello contro le assoluzioni

Otterrà un risarcimento dall'ospedale Sandro Pertini di Roma la famiglia di Stefano Cucchi, arrestato per droga il 16 ottobre 2009 e morto sei giorni dopo, esattamente 4 anni fa. L'accordo è stato formalizzato dall'avvocato Fabio Anselmo per conto della famiglia. La condizione che i genitori e la sorella di Stefano hanno posto, spiega il legale, è che l'accordo fosse limitato alle responsabilità sanitarie del Pertini.

Ilaria Cucchi: senza quel pestaggio, Stefano non sarebbe morto - "Quei medici hanno fatto gravissimi errori ma devono esser assicurati alla giustizia coloro che lo hanno pestato" ha detto Ilaria Cucchi nel giorno del quarto anniversario della morte del fratello. "Senza quel pestaggio riconosciuto dalla stessa Corte, Stefano non sarebbe morto - ha aggiunto Ilaria in una nota - Abbiamo accettato soltanto con la garanzia del nostro avvocato Fabio Anselmo di poter continuare la nostra battaglia processuale contro gli agenti. Altrimenti non avremmo accettato nessuna somma". E aggiunge: "Possiamo dire che non avremo pace fino a quando non avremo verità e giustizia. Intanto, Giovanni Cucchi, padre di Ilaria e Stefano, ha presentato formalmente il primo atto d'appello alla sentenza del processo sulla morte del giovane.

Il caso Cucchi - La vicenda di Stefano Cucchi inizia nella notte tra il 15 e il 16 ottobre del 2009 quando fu fermato a Roma all'ingresso del Parco degli Acquedotti perché trovato in possesso di circa 30 grammi di sostanza stupefacente. Il giorno dopo fu portato davanti al giudice monocratico per la convalida dell'arresto (le ultime parole di Stefano). Alle 13.30, dopo la convalida, Cucchi viene affidato alla polizia penitenziaria; qualche tempo dopo il medico del tribunale si accorge che Stefano aveva alcune ecchimosi sulle palpebre e altre contusioni. Alle 15.45 arriva a Regina Coeli ma poche ore più tardi viene trasportato al Fatebenefratelli dove gli vengono riscontrate ulteriori lesioni. Alle 23 torna in carcere ma il giorno successivo cioè il 17 ottobre viene trasportato al Pertini nel reparto protetto. La mattina del 22 ottobre Stefano Cucchi muore.

Il procedimento penale - A giudizio, davanti alla terza Corte d'Assise, presieduta da Evelina Canale, 12 persone: tre guardie carcerarie imputate di lesioni personali, sei medici dell'ospedale, di cui cinque rinviati a giudizio per abbandono di persona incapace e un sesto dirigente medico del Pertini, rinviato a giudizio per abuso d'ufficio e falso. Per abbandono di persona incapace vengono rinviati a giudizio anche tre infermieri. Già condannato con rito abbreviato a due anni di reclusione il funzionario del Dap, Claudio Marchiandi. La sentenza arriva il 5 giugno 2013 e porta alla condanna dei medici coinvolti nel processo e all'assoluzione di agenti penitenziari e infermieri. Nelle motivazioni si legge che la causa della morte di Stefano Cucchi è la "sindrome da inanizione", cioè malnutrizione.

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