Agrigento, Alfano contestato ai funerali dei migranti

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Dolore e rabbia alla cerimonia di commemorazione delle 366 vittime del naufragio di Lampedusa. "Assassini" hanno gridato i manifestanti al ministro dell'Interno. "Chi contesta vuole gli scafisti liberi" è stata la risposta del titolare del Viminale. VIDEO

Commozione per le vittime del naufragio di Lampedusa del 3 ottobre scorso e rabbia verso le istituzioni. Diciotto giorni dopo la tragedia del mare, Agrigento ha celebrato non senza polemiche i funerali delle 366 persone che hanno perso la vita davanti alla coste siciliane (FOTO). Al grido di "Assassini. Via la Bossi-Fini" un gruppo di manifestanti ha contestato il ministro Angelino Alfano.

Alfano: "Chi contesta vuole scafisti in libertà" - Arrivato nell'area del porto turistico di San Leone, il titolare del Viminale è stato accolto dalle grida di rabbia di alcuni manifestanti ai quali si sono uniti cittadini di nazionalità eritrea. La risposta del vicepremier è però arrivata poco dopo: "I cosiddetti attivisti che hanno gridato 'assassini' sono quelli che vogliono frontiere libere e scafisti in libertà. Non l'avranno mai vinta, proteggeremo le nostre frontiere salvando le vite umane".
Ad Agrigento anche il ministro per l'Integrazione Cecile Kyenge, che ha definito questo giorno "importante perché è la prima volta che con una cerimonia ufficiale si riconoscono vittime dell'immigrazione. E' venuto il messaggio forte di diverse confessioni insieme, che la pace e la non violenza prevalgono su qualunque cosa". Per il ministro alla Difesa Mario Mauro "il dolore ci accomuna perché queste erano persone che avevano sperato nell'Italia. Siamo qui per ricordarli".

A Lampedusa fiori in mare per le vittime - Non erano ad Agrigento, invece, né il sindaco di Lampedusa Giusi Nicolini, volata da Giorgio Napolitano anche per chiedere che il 3 ottobre diventi la giornata della memoria delle vittime del mare, né i sopravvissuti del naufragio bloccati nel centro di accoglienza di Lampedusa. In segno di protesta contro le autorità che hanno impedito loro di imbarcarsi per Lampedusa, i migranti hanno prima aperto i cancelli del Cpt e poi inscenato un sit-in davanti al Municipio. "Uno di noi ha perso tre figlie e la moglie. Abbiamo chiesto di andare (alla cerimonia) e vogliamo farlo legalmente, ma non hanno voluto lasciarci andare", ha detto uno dei migranti a Sky TG24. "Vogliamo solo seppellire quelli che abbiamo perso in mare" ha aggiunto. I circa cento sopravvissuti si sono poi recati in mare dove hanno gettato fiori per ricordare i prori cari. FOTO e VIDEO

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