Lampedusa, i migranti: "Vogliamo seppellire i nostri cari"

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Ad Agrigento si terranno i funerali delle vittime del naufragio del 3 ottobre. Ma la Prefettura vieta ai sopravvissuti di partecipare alle esequie. Per protesta, in 108 forzano i cancelli del Cpt: "Siamo chiusi qui. Uno di noi ha perso moglie e figli"

Hanno forzato i cancelli del Centro di accoglienza temporanea di Lampedusa  e si sono diretti al porto. Sono in 108. Sono i sopravvissuti del naufragio del 3 ottobre scorso (FOTO e VIDEO) e oggi chiedono solo una cosa: imbarcarsi su una nave diretta ad Agrigento per poter prendere parte ai funerali dei loro compagni di viaggio, di quei 366 tra uomini, donne e bambini che nella lunga traversata dalla Libia al Mediterraneo hanno perso la vita. Ma la Prefettura ha vietato loro di partecipare.

I migranti: "Vogliamo seppellire i nostri cari" - "Siamo chiusi qua dentro, non vogliono che partecipiamo ai funerali dei nostri fratelli " spiega un sopravvissuto al naufragio. "Uno di noi ha perso in mare moglie e figli" aggiunge. Dopo essere usciti dal centro, i migranti hanno inscenato un sit-in. Un gruppo è invece andato davanti al Municipio.

I funerali ad Agrigento - Alla cerimonia commemorativa, che si terrà nel pomeriggio, saranno presenti i ministri dell'Interno, Alfano e dell'Integrazione, Kyenge. Il sindaco di Lampedusa, Giusi Nicolini, incontrerà a Roma Napolitano e Boldrini, ma non parteciperà alla commemorazione, in polemica con la decisione di non tenerla sull'isola ("Qui avremmo potuto fare funerali dignitosi" ha dichiarato qualche giorno fa).


Proseguono le operazioni per il riconoscimento - Negli uffici della Squadra Mobile intanto proseguono le operazioni di riconoscimento delle vittime del naufragio dello scorso 3 ottobre. Ai parenti vengono mostrati oggetti personali e le foto scattate dalla polizia scientifica dei cadaveri. Si tratta delle persone già tumulate e che non hanno ancora un nome e che per questo sono state indicate con un numero scritto sulla bara e sulla tomba.

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