Mediaset, due anni di interdizione a Berlusconi. VIDEO

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La decisione della Corte d'Appello accoglie la richiesta del pg: l'ex premier lontano dai pubblici uffici per 24 mesi. La difesa aveva chiesto un anno. Il Cavaliere già condannato a 4 anni per frode fiscale. L'avvocato Ghedini: "Pena eccessiva"

La Corte d'Appello di Milano ha accolto la richiesta del pg e ha determinato in due anni l'interdizione ai pubblici uffici per Silvio Berlusconi condannato definitivamente a 4 anni di reclusione per la frode fiscale nel processo Mediaset. La sentenza giunge dopo il rinvio per ricalcolare la pena accessoria deciso dalla Cassazione lo scorso primo agosto. Tre dei quattro anni di pena sono coperti dall'indulto e quindi per l'ex premier resta da scontare un anno, per il quale ha chiesto l'affidamento in prova.

La richiesta di 2 anni - Il pg, nel formulare la sua richiesta di due anni, aveva spiegato che, come la pena principale è stata due terzi della pena massima, così deve essere anche per la pena accessoria. L'avvocato generale e, prima di lei, il giudice relatore, avevano parlato per cinque minuti ciascuno, ricordando gli esiti del processo in tutti i gradi di giudizio, con i relativi capi d'imputazione.

La difesa aveva chiesto 1 anno - Di "pena eccessiva" parla Niccolò Ghedini (video). La difesa aveva chiesto invece di contenere la pena ''limitandola al minimo edittale'', e quindi a un anno. Gli avvocati dell'ex premier avevano inoltre sollevato tra l'altro una questione di legittimità costituzionale sulla legge Severino. Nel chiedere la trasmissione degli atti alla Corte Costituzionale, i legali avevano spiegato in sostanza che non si può essere puniti con due pene accessorie come conseguenza della stessa condanna. Per Ghedini ''c'è una sovrapposizione di norma, una duplicazione''. L'altra eccezione di legittimità costituzionale era stata sollevata in relazione alla norma che riguarda il contenzioso fiscale. L'avvocato generale aveva chiesto alla corte di dichiarare inammissibile la questione in quanto ''la legge Severino esula dalle competenze di questa corte''.

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