Roma, corteo degli antagonisti: 15 fermati

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In piazza contro l'austerity i movimenti per la casa e i No Tav: "Siamo 100mila". Tafferugli davanti al Ministero dell'Economia e davanti alla sede di Casa Pound. Cariche della polizia. Almeno dieci feriti tra le forze dell'ordine

Assedio doveva essere ed assedio è stato: un corteo duro e unito, che ha rivendicato ogni azione lungo il percorso - a partire dagli scontri davanti al ministero dell'Economia - e che però è stato in grado di isolare i violenti quando è stato chiaro che altrimenti sarebbero falliti gli obiettivi politici prefissati.
L'ennesima giornata difficile per Roma (FOTO: 1 - 2 - 3), invasa dai movimenti per il diritto all'abitare, dai No Tav e dai No Muos, dai centri sociali di tutta Italia, dai precari e dai collettivi studenteschi, si chiude tutto sommato con un bilancio in positivo: 15 fermati, tra cui alcuni minorenni, dieci le persone appartenenti alle
forze dell'ordine rimaste ferite; un bancomat danneggiato, una ventina di cassonetti dell'immondizia bruciati; qualche scaramuccia nei pressi della sede di Casapound. Tre bombe carta contenenti proiettili calibro 12 che, se non fossero state disinnescate dagli artificieri, avrebbero avuto un effetto più potente di una bomba a mano.

I fermati e i feriti -  Undici persone sono state bloccate dalla polizia, quattro dai  carabinieri. Sono due ragazze e 13 ragazzi, tutti giovanissimi, di  eta' compresa tra i 16 e i 25 anni. Cinque sono romani, uno di Pesaro, un albanese, uno di Sora, uno di Barletta, due di Napoli, uno di  Caserta, uno di Arezzo, uno di Genova.  Sono invece una decina i feriti tra le forze dell'ordine, tra poliziotti, carabinieri e  finanzieri. Tra questi, un poliziotto che è stato ricoverato in  ospedale per infarto.

Da Alfano complimenti ad agenti e manifestanti pacifici
- Il ministro dell'Interno Angelino Alfano, complimentandosi con gli uomini e le donne delle forze dell'ordine per "l'ottimo lavoro svolto e la straordinaria professionalità dimostrata", ha sì condannato "nel modo più fermo" le violenze, ma ha riconosciuto che "grazie anche al pacifico comportamento della maggioranza dei manifestanti" sono state scongiurate "maggiori e più gravi conseguenze" per l'ordine pubblico.

Assedio al ministero dell’Economia - L'assedio al ministero dell'Economia (FOTO) e quello alla Cassa depositi e prestiti doveva essere duro e duro è stato, così come il blitz all'ambasciata tedesca dell'odiata Merkel. Sfilata la testa del corteo, infatti, due distinti gruppi di incappucciati, non più di 400 persone in tutto, si sono dati il cambio per assaltare prima i blindati davanti alla sede dell'Economia in via XX settembre e poi quelli in via Goito dove è la Cassa depositi e prestiti. Un'azione tanto fulminea quanto attesa da tutti, con scontri anche duri tra manifestanti e forze dell'ordine, che però si è conclusa in meno di dieci minuti.


Sit-in notturno a Porta Pia - Per il resto il corteo, partito con un'ora e mezzo di ritardo, è filato via liscio in una Roma blindata e con i negozi chiusi lungo tutto il percorso. Con le parole d'ordine scandite a gran voce dai camion e dai megafoni: basta sfratti, casa per tutti, no all'austerity. "Contro precarietà e austerità - recitava lo striscione sul camion in apertura - organizziamo la nostra rabbia". Poi, intorno alle 19, i manifestanti hanno raggiunto Porta Pia dove è iniziato un sit-in. L'obiettivo di molti è andare avanti per tutta la notte.

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