Il padrino si pente, la camorra gli uccide il figlio

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Il corpo sfigurato di Francesco Sabatino sarebbe stato trovato nel quartiere Chiaiano di Napoli. Nei mesi scorsi suo padre aveva deciso di collaborare con la giustizia. A dare la certezza dell'identità potrà essere però solo l'esame del Dna

Un tatuaggio, un pantalone di una tuta. Elementi indiziari, che non danno certezze sull'identità della persona deceduta il cui cadavere è stato trovato nel quartiere di Chiaiano a Napoli. Al lavoro la Squadra Mobile della Questura di Napoli, coordinata dal pm Sergio Amato. L'ipotesi più probabile è che si tratti del corpo di Francesco Sabatino, 33 anni, pluripregiudicato, figlio dell'ex capozona del clan Lo Russo nel quartiere Sanità Ettore, scomparso da casa dal 4 ottobre scorso. Decisivo sarà il risultato degli esami del dna e importante ciò che emergerà dall'autopsia.

La salma, in avanzato stato di decomposizione, il volto sfigurato forse da morsi di topi così come le mani su cui non è possibile prendere impronte digitali, nonché un grosso buco al centro dello stomaco, era dietro un muretto in via Marco Rocco di Torrepadula, in una zona frequentata anche da clochard. Un passante ha chiamato la polizia dopo essere stato sopraffatto dall'odore nauseabondo e aver scorto un piede nudo.

I familiari avevano presentato una denuncia di scomparsa solo qualche tempo dopo la sua sparizione, in coincidenza con una telefonata anonima ai carabinieri che segnalava un omicidio in un circolo privato abusivo dove furono trovati però solo schizzi di sangue sulle pareti e tracce ematiche sul pavimento lavato con candeggina e ammoniaca. Il padre di Francesco Sabatino si è pentito anni fa; il figlio aveva scelto di non seguirlo nel programma di protezione, e da poco era tornato a vivere nel quartiere roccaforte dei Lo Russo.

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