Sistema Sesto, Penati: "Mai avuto conti all'estero"

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L'ex leader del Pd Lombardo, accusato di corruzione e finanziamento illecito ai partiti, ribadisce la sua innocenza nell'inchiesta sul giro di tangenti per la riqualificazione delle ex aree Falk e Marelli

"Non mi sono arricchito con la politica. Né io né i miei familiari abbiamo conti miliardari in Italia, o a Dubai o in altre parti del mondo". Lo ha ribadito Filippo Penati fuori dall'aula del processo in corso davanti al Tribunale di Monza che lo vede tra gli imputati per il caso del cosiddetto 'sistema Sesto' (FOTO). Le accuse per l'ex leader del Pd Lombardo, ex presidente della Provincia di Milano ed ex sindaco di Sesto San Giovanni, sono di corruzione e finanziamento illecito ai partiti. Secondo la Procura di Monza, infatti, tra il 2001 e 2002 avrebbe ricevuto una tangente di circa 4 miliardi di vecchie Lire per le riqualificazioni delle aree ex Falck e Marelli.

L'ex leader del Pd in Lombardia, commentando gli esiti dei controlli svolti sui suoi conti correnti durante l'indagine dalla Gdf, contenuti in una memoria depositata in questi giorni, ha affermato: "Mi vengono attribuiti circa 80.000 euro di versamenti contanti in otto anni - ha aggiunto -, per i quali stiamo predisponendo la documentazione adeguata, e che comunque dimostrano che non mi sono arricchito con la politica. Riguardo ai 60.000 euro sul conto di mia madre, la spiegazione è semplice: si tratta dell'affitto di alcuni appartamenti costruiti da mio padre oltre cinquant'anni fa".

Ed è prevista per il prossimo 27 febbraio l'udienza in Cassazione relativa al ricorso presentato da Penati contro la dichiarazione di prescrizione del reato di concussione in merito alle riqualificazioni delle aree ex Falck e Marelli. L'ex presidente della Provincia di Milano non ha rinunciato alla prescrizione ma ha fatto ricorso davanti alla suprema corte dopo che il Tribunale aveva dichiarato il reato estinto.  "E' per me una grande soddisfazione - ha commentato - un punto a mio favore che dimostra quanto il ricorso non fosse inutile e pretestuoso".

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