Concordia, parenti dispersa riconoscono oggetti personali

La Costa Concordia nelle acque dell'isola del Giglio in un'immagine di archivio
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Il marito e la figlia confermano: la catenina e le scarpe ritrovate dai sub appartenevano a Maria Grazia Tricarichi, la 50enne morta nel naufragio il 13 gennaio 2012. Potrebbero quindi essere suoi i resti recuperati sulla nave l'8 ottobre

Potrebbero essere di Maria Grazia Trecarichi, la 50enne morta nel naufragio della Costa Concordia il 13 gennaio 2012, i resti recuperati l'8 ottobre. Il marito e la figlia hanno infatti riconosciuto le scarpe e la catenina ritrovati sull'imbarcazione. Adesso è atteso l'esame del Dna sul corpo. Nel frattempo continuano le operazioni per rimuovere il relitto: la compagnia ha 'prenotato' la nave semi sommergibile Vanguard, che potrebbe servire per spostarlo. 

I familiari confermano: "Quegli oggetti erano suoi" - In un primo momento si era ipotizzato che i resti potessero appartenere al cameriere indiano Russel Rebello, anche lui disperso. Da un esame più accurato sarebbe stato accertato che le scarpe erano da donna. E proprio le scarpe, insieme a una catenina d'oro inviate alla questura di Catania, sono state riconosciute come appartenenti alla donna dal marito Elio Vincenzi. La figlia della coppia, pure lei sulla Costa Concordia insieme al fidanzato e alla madre, ha invece identificato la catenina. Il gioiello era un regalo per il compleanno della Tricarico, che proprio la notte della tragedia compiva 50 anni. Solo l'esame del Dna sui resti recuperati potrà comunque confermare o smentirne la reale identità.
"Sono frastornato, così come mia figlia", è stato il commernto di Elio Vincenzi, che ha poi aggiunto: "Due anni sono stati lunghi in attesa di potere dare una degna sepoltura a mia moglie. Il mio pensiero va ai familiari di Rebello che attendevano anche loro delle risposte".

La nave scelta per la rimozione del relitto - Intanto, il 10 ottobre, Costa Crociere ha 'prenotato' la Vanguard, una nave semi sommergibile che servirà a spostare il relitto della Concordia dal Giglio. Il contratto, da 30 milioni di dollari, è stato firmato con la olandese Dockwise. Per Costa l'uso della Vanguard resta una delle opzioni per rimuovere l'imbarcazione, l'altra è il traino. Operazione costosa per pensare che sia solo un'alternativa: in molti sono convinti che la Concordia lascerà il Giglio proprio a bordo della Vanguard. L'ipotesi è avvalorata dal fatto che nel contratto si parla anche di come modificarla proprio per accogliere la Concordia. Nell'annunciare la firma dell'accordo, Costa Crociere ha ribadito che il trasferimento della nave avverrà a metà del 2014 e che non è stato ancora deciso il porto di destinazione. Ed è ripartito il risiko dei nomi: Piombino, Palermo o uno scalo in Turchia. Nessuna meta è da escludere: una volta caricato il relitto sulla Vanguard, infatti, non ci dovrebbero essere rischi di trasporto.

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