Mps, su Antonveneta chiesto giudizio per Mussari e altri 6

L'ex presidente di Banca Monte dei Paschi Giuseppe Mussari in un'immagine d'archivio
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La richiesta della procura di Siena riguarda anche la banca d'affari Jp Morgan. Esce invece dall'inchiesta principale Rocca Salimbeni, che sarebbe stata "danneggiata" e "non favorita" da chi la guidava

Nuova tappa della vicenda giudiziaria del Monte dei Paschi, dopo che il 30 luglio scorso era stata resa nota la chiusura delle indagini per l'inchiesta principale sull'acquisizione di Antonveneta. Il 2 ottobre la Procura di Siena ha chiesto il rinvio a giudizio per sette persone, tra cui l'ex presidente di Mps Giuseppe Mussari, e per la banca d'affari Jp Morgan. Esce invece dall'inchiesta principale Banca Mps, che sarebbe stata "danneggiata" e "non favorita" da chi la guidava.

Le richieste dei pubblici ministeri - Oltre Mussari e Jp Morgan i magistrati hanno chiesto il rinvio a giudizio dell'ex direttore generale Antonio Vigni, dell'ex Chief financial officer Daniele Pirondini, del responsabile dell'ufficio legale Raffaele Giovanni Rizzi e degli ex componenti del collegio sindacale Tommaso Di Tanno (che ne era il presidente), Pietro Fabretti e Leonardo Pizzichi. I reati contestati, a vario titolo, vanno dalla manipolazione del mercato all'ostacolo all'autorità di vigilanza, fino alle false comunicazioni sociali. Per Mussari si aggiunge l'accusa di insider trading: quando era appena stata chiusa l'operazione con il banco Santander, da cui Mps comprò Antoneveneta per 9,3 miliardi di euro, l'ex presidente avrebbe telefonato all'ex sindaco di Siena Maurizio Cenni, all'ex presidente della Provincia Fabio Ceccherini e al responsabile Investment banking di JP Morgan, Enrico Bombieri. Chiesta invece l'archiviazione delle posizioni di Marco Morelli, ex Cfo, e del vice direttore generale Fabrizio Rossi.
Jp Morgan ha diffuso una nota dove difende il suo operato e quello dei suoi dipendenti, che avrebbero "agito in modo del tutto corretto e appropriato". "Difenderemo con forza il nostro operato", ha concluso la banca d'affari.

La posizione di Mps - È fuori dall'inchiesta principale Mps. Secondo fonti giudiziarie, nel corso degli anni la banca fu "danneggiata" e "non favorita" dal comportamento di chi la guidava con "interessi egoistici e di altri". Come previsto dalla legge 231 sulla responsabilità civile delle imprese, saranno gli stessi pm a scrivere il decreto di archiviazione per Mps, che sarà depositato forse nei prossimi giorni.
L'inchiesta era partita dal Fresh da un miliardo riservato a JP Morgan che per l'accusa era un vero e proprio prestito e non un aumento di capitale, deciso da Mps per completare l'acquisizione di Antoneveneta. Un'operazione che, tra l'altro, non sarebbe stata rappresentata ai "soci" nel bilancio 2008.

I prossimi step della vicenda - Con le richieste di rinvio a giudizio si è un po' alleggerita la posizione degli ex componenti del collegio sindacale, almeno rispetto alla notifica degli atti di conclusione delle indagini del 30 luglio scorso. Proprio il 2 ottobre, infatti, un nuovo reato, "ostacolo all'attività di vigilanza in concorso mediante induzione in errore del collegio sindacale", per il quale fino ad ora erano accusati i sindaci, è stato contestato in concorso a Vigni, Pirondini e all'avvocato Michele Alberto Crisostomo, il consulente esterno di Mps che per l'accusa avrebbe nascosto ai sindaci, e quindi all'Autorità di vigilanza, la lettera di indemnity sottoscritta da Rocca Salimbeni con JP Morgan. Vigni Pirondini e Crisostomo (entrato nell'inchiesta nelle ultime settimane) hanno 20 giorni per chiedere di essere sentiti, dopo di che partiranno le richieste di rinvio a giudizio. È quasi certo che il procedimento verrà poi riunito davanti al giudice per l'udienza preliminare con il 415-bis del 30 luglio. Le nuove richieste arrivano proprio alla vigilia della seconda udienza del primo processo per l'inchiesta sul Monte, che vede sul banco degli imputati Mussari, Vigni e l'ex capo responsabile dell'area finanza Gianluca Baldassarri. Per loro l'accusa è di aver "occultato" il contratto di mandate agreement stipulato da Mps con i giapponesi di Nomura per la ristrutturazione del derivato Alexandria.

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