Naufragio di migranti a Scicli: fermato l'equipaggio

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Trattenuti 7 presunti scafisti del peschereccio approdato nel ragusano, rilasciati altri 2. Contestato il reato di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina: lo sbarco è costato la vita a 13 persone. Cinque profughi tentano la fuga dall'ospedale

Sette presunti scafisti sono stati fermati per la morte dei 13 profughi arrivati sulla spiaggia di Sampieri a Scicli (Ragusa). Sono accusati di associazione per delinquere finalizzata al favoreggiamento dell'immigrazione clandestina e morte e lesioni come conseguenza di un altro delitto. Rilasciati, invece i due sospettati che erano stati bloccati dopo lo sbarco.
I fermati sono indiziati di far parte di un'organizzazione criminale di trafficanti di esseri umani. Altri due presunti scafisti erano stati fermati dopo lo sbarco, ma sono stati rilasciati perché risultati semplici passeggeri dell'imbarcazione.

Contestato il reato di immigrazione clandestina - Per i fermati la Procura di Ragusa sta valutando se formulare anche imputazioni più gravi, tra le quali l'omicidio. Manca infatti ancora la prova che le vittime siano state costrette a gettarsi in mare dagli scafisti. Secondo quanto raccontato fa testimoni, i membri dell'equipaggio avrebbero colpito i migranti con cinghiate e colpi di corda.

Migliorano le condizioni di un migrante -
Nel frattempo ha recuperato ed è adesso in discrete condizioni generali il migrante che era stato trasferito in emergenza con l'elisoccorso nell'ospedale Cannizzaro di Catania. E' un 30enne eritreo, giunto in condizioni gravi perché disidratato e con una severa ipotermia. Anche lui nello sbarco ha rischiato di morire annegato. Adesso il paziente, vigile e cosciente, è nell'area di Osservazione di Medicina e chirurgia d'urgenza del Cannizzaro, dove i medici lo trattengono in attesa di ulteriori miglioramenti del quadro clinico. Nel frattempo cinque superstiti, ricoverati all'ospedale civile di Ragusa, hanno invece tentato la fuga ma sono stati bloccati.

Identificate alcune delle vittime - Sono stati invece identificati alcuni corpi delle vittime dello sbarco. Tre erano in possesso di documenti, mentre altri due sono stati riconosciuti da familiari, un fratello e un cugino, che viaggiavano a bordo del peschereccio partito dalla Libia.

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