Omicidio Meredith, nuova perizia sul coltello di Sollecito

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E' iniziato a Firenze il processo d'appello bis per l'uccisione della studentessa inglese. I giudici hanno disposto nuove analisi su quella che, secondo l'accusa, è l'arma del delitto. Amanda e Raffaele assenti: dichiarati contumaci

Prima udienza a Firenze del nuovo processo d'appello a Raffaele Sollecito e ad Amanda Knox per l'omicidio di Meredith Kercher, la giovane studentessa inglese uccisa a Perugia la notte tra il primo e il 2 novembre del 2007. La Corte d'assise d'appello di Firenze ha ordinato la perizia genetica sul coltello sequestrato a Sollecito, ritenuto dall'accusa essere l'arma utilizzata per uccidere Meredith Kercher. Sarà inoltre ascoltato nuovamente come testimone il pentito Luciano Aviello, mentre la Corte ha respinto la questione di costituzionalità.

Respinta l'eccezione di costituzionalità -
Secondo l'avvocato Carlo Dalla Vedova, difensore dell'imputato, il processo bis di secondo grado per l'omicidio di Meredith Kercher violerebbe alcuni articoli della Costituzione e pertanto la decisione della Cassazione sarebbe da impugnare davanti alla Consulta.  L'eccezione, ha scritto nell'ordinanza il presidente Nencini, "non appare fondata" e il quesito posto dalla  difesa "difetta anche della rilevanza".

Knox e Sollecito assenti -
Gli imputati, come già annunciato, non si sono presentati in aula e sono stati dichiarati contumaci dal presidente della Corte, Alessandro Nencini. Era assente anche la famiglia di Meredith, assistita dagli avvocati Francesco Maresca e Serena Perna. La pubblica accusa è stata affidata al pm fiorentino Alessandro Crini. In aula era presente, costituitosi parte civile, Patrick Lumumba, datore di lavoro di Amanda al tempo dell'omicidio e da lei indicato come l'autore del delitto. Un docente svizzero raccontò poi alla polizia di essere stato nel pub di Lumumba la sera del delitto e confermò l'alibi del musicista congolese. Rudy Hermann Guede, 21 anni, originario della Costa D'Avorio, fu indicato come il "quarto uomo". La polizia spiccò un mandato di cattura internazionale nei suoi confronti. Lumumba venne rimesso in libertà mentre Guede fu bloccato dalla polizia a bordo del treno Coblenza-Magonza, in Germania. Guede fu poi condannato a 16 anni di carcere per omicidio volontario e violenza sessuale. In aula era inoltre presente il padre di Raffaele Sollecito, Francesco.

Lumumba: "Amanda sa di essere colpevole" -
La Corte ha rigettato la richiesta della difesa di Raffaele Sollecito e Amanda Knox, di escludere la costituzione di parte civile di Lumumba. Le difese degli imputati avevano motivato la richiesta perché la condanna di Amanda per calunnia è passata in giudicato. Nel frattempo, dagli Usa, Amanda continua a dirsi "innocente". Lo ha detto in un'intervista alla Nbc, ricordando i quattro anni trascorsi in carcere prima della sentenza della Cassazione. "Amanda Knox mi ha calunniato perché lei sa di essere colpevole. Voleva scappare, non essere punita. Ha voluto depistare le indagini. La Corte d'Appello le ha dato la possibilità di scappare", ha detto Lumumba a margine dell'udienza.

La sorella di Meredith: chiarire le domande senza risposta -
Pur non presente, la sorella di Mez ha invece voluto inviare una lettera in cui ha chiesto la verità sulla morte di Meredith. "L'unico modo in cui il nostro dolore e la nostra sofferenza possano appena iniziare ad essere alleviati, è di ottenere una più chiara comprensione dei tragici eventi del 1 novembre 2007", è un passaggio della missiva inviata all'avvocato Francesco Maresca da Stephanie Kercher. "Questi sono stati i sei anni più difficili della nostra vita - prosegue la lettera - e vogliamo poter trovare una conclusione e ricordare Meredith per la ragazza veramente meravigliosa che era, piuttosto che ricordare l'orrore che è associato a lei. Siamo fiduciosi che le prove verranno riesaminate e che vengano concesse tutte le ulteriori richieste di prove - si legge - cosicché tutte le domande senza risposta vengano chiarite e che la Corte possa decidere sulle prossime azioni in questo tragico caso. Abbiamo bisogno di sapere - si conclude il testo - che cosa accadde, e Meredith si merita per lo meno la dignità della verità".

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