Concordia, incertezza sulla natura dei resti ritrovati

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I frammenti rinvenuti sul fondale vicino al relitto potrebbero non appartenere ai dispersi. Il Commissario: "Non è possibile dire se sono umani". La Protezione civile: "Il test del Dna non è stato effettuato". Proseguono le immersioni dei sub

La prudenza dopo la speranza. Il ritrovamento di resti ossei sul fondale vicino al relitto della Costa Concordia aveva fatto ipotizzare che potesse trattarsi dei corpi di Maria Grazia Trecarichi e Russel Rebello, i due dispersi del naufragio del 13 gennaio 2012. Il Commissario delegato all'Emergenza Concordia ha però diffuso una nota per invitare alla cautela: "Non è possibile ancora dire se i resti siano di origine umana, né, tantomeno, riferirli a qualcuno in particolare" invitando ad "attendere pazientemente i risultati degli esami".

Le analisi sono al momento in fase di svolgimento all'ospedale di Grosseto.
Per sapere se le ossa siano o meno dei dispersi serviranno ancora alcuni giorni. Il Commissario per l'Emergenza Concordia ha fatto sapere che "gli esami del Dna sui resti ossei recuperati dai sommozzatori dei Carabinieri nel pomeriggio di giovedì non sono ancora stati effettuati. Di conseguenza, non è possibile dare alcuna informazione aggiuntiva al riguardo. Per averne ci vorranno alcuni giorni".

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