Istat: aumentano residenti, "eccezionale" effetto stranieri

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In 10 anni la popolazione è aumentata di 2,5 milioni di persone. Merito dei 2,7 milioni di immigrati in più che hanno compensato il saldo negativo. E' quanto emerge da uno studio che mette a confronto gli ultimi due censimenti. L'INFOGRAFICA

Senza la presenza degli stranieri, l'Italia sarebbe un paese a grave deficit demografico. A confermare una tendenza ormai in atto da anni è un focus dell'Istat che confronta i dati degli ultimi due censimenti (2001-2011) in cui emerge con chiarezza che la popolazione residente è aumentata di 2.438.000 unità. E questo nonostante nello stesso periodo il saldo naturale (nascita meno decessi) sia risultato negativo. A compensare questo scarto è stato, dice l'Istat, l'aumento della popolazione straniera cresciuta di 2.693.000 unità. L'incidenza degli stranieri residenti sul totale delle persone presenti sul territorio è quindi passata dal 2,4% al 6,5%. In particolare, la classe di età 0-4 anni e di quella 25-34 supera la soglia del 10%. Si tratta di una dinamica migratoria ''eccezionale'' la definisce lo stesso Istat oltre che ''decisiva'' per la crescita demografica italiana. Tant'è vero che nel corso dei dieci anni considerati, gli stranieri residenti in Italia sono quasi triplicati.

In aumento la fascia di età 40-64 anni -
In totale nel 2011 sono stati censiti 59.433.000 residenti. La popolazione calcolata al 9 ottobre 2011 (ossia quella rilevata attraverso l'indagine di aggiornamento annuale per ciascun comune) invece è stata 60.785.000 residenti, per una differenza di +1.352.000 (2,3%) rispetto a quella censita. Da segnalare, fra l'altro, che si sono ridotti di 2 milioni i residenti in età 15-39 anni (dal 34,7% al 29,9% sull'intera popolazione) mentre sono aumentati di 2,6 milioni (dal 32,4 al 35,5%) coloro che appartengono alla fascia 40-64 anni. I giovani fino a 14 anni passato da 8,1 a 8,4 milioni (14%). Tra la popolazione in età non attiva, la componente che fa registrare la maggiore crescita è quella degli ultrasessantacinquenni che aumenta di 1,5 milioni, passando da 10,7 a 12,2 milioni in termini assoluti, dal 18,7% al 20,5% in termini percentuali.

Sposta il puntatore del mouse sui vari anni per scoprire come è cambiata la popolazione italiana. Gli ultimi dati sono riferiti alle rilevazioni al 1 gennaio 2011.




La crescita degli stranieri -
Decisivo per la crescita demografica il contributo del saldo migratorio con l'estero che ha oscillato da un minimo di +157 mila unità del 2006 ad un massimo di +436 mila del 2007. Si contano in particolare 4.783.000 immigrazioni dall'estero contro 2.182.000 emigrazioni. I movimenti interni, tra comuni, risultano 15.423.000. La crescita della popolazione straniera è dovuta a un saldo migratorio con l'estero i 2,5 milioni di unità, cui va aggiunta una quota per effetto della dinamica naturale (+546 mila) e sottratta una quota di acquisizioni per cittadinanza italiana (385mila). Una caratteristica della popolazione straniera è la giovane età media che nel corso del decennio si mantiene di poco superiori ai 31 anni. Nel contributo degli stranieri si possono individuare due fasi, entrambe determinate dall'introduzione di provvedimenti sulla regolamentazione dell'afflusso di immigrati; la prima, relativa al 2002-2006, periodo in cui il saldo migratorio cresce raggiungendo un picco di 408 mila nel 2003, cui ne segue un altro consistente di 363 mila nel 2004. La seconda fase si ha nel 2007-2010 conduce il saldo migratorio al livello record di 436 mila unità nel 2007 e di 356 mila nel 2008.

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