Ilva, la Commissione Ue apre una procedura contro l'Italia

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Bruxelles condanna lo scarso controllo sulle attività del gruppo. L'Italia rischia una maxi-multa per non aver rispettato gli accordi internazionali. Orlando:"Lavoro positivo del governo". Il commissario UE: "Le buone intenzioni vanno dimostrate"

La Commissione europea ha aperto ufficialmente una procedura d'infrazione contro l'Italia per il mancato controllo negli anni scorsi delle emissioni tossiche generate dall'Ilva di Taranto, il più grande stabilimento siderurgico d'Europa. "La Commissione ha accertato che l'Italia non garantisce che l'Ilva rispetti le prescrizioni dell'Ue relative alle emissioni industriali, con gravi conseguenze per la salute umana e l'ambiente. L'Italia è inadempiente anche rispetto alla direttiva sulla responsabilità ambientale, che sancisce il principio 'chi inquina paga'", dice il comunicato di Bruxelles. La Commissione ha pertanto inviato all'Italia una lettera di intimazione ad adempire, concedendo due mesi per rispondere. "Leggeremo le carte che la Commissione ci manderà e, dato che la questione è all'attenzione prioritaria del governo, risponderemo", aveva anticipato da Bruxelles il ministro delle Politiche europee, Enzo Moavero Milanesi.

L'infrazione - La direttiva europea IPPC su riduzione e prevenzione dell’inquinamento richiedeva che le attività industriali ad alto potenziale inquinante fossero munite di autorizzazione e sostenessero autonomamente i costi per rimediare ai danni ambientali causati. Dopo l'avvio di una prima procedura di acquisizione di informazioni a marzo del 2012 – cioè prima del sequestro degli impianti da parte della magistratura - lo scorso 8 luglio la Commissione aveva posto all'Italia una serie di questioni sull'applicazione presso l'Ilva della direttiva IPPC. L'Italia ha risposto il 30 luglio, ma la Commissione europea non ha ritenuto sufficientemente soddisfacente la documentazione. L'impianto siderurgico è da mesi commissariato, dopo l'avvio dell'inchiesta della procura di Taranto per disastro ambientale, e ora si sta procedendo alla bonifica ambientale dell'area. Bruxelles, nel comunicato, dice di ritenere "un segnale positivo i recenti impegni assunti dalle autorità italiane per rimediare alla situazione", ma chiede comunque di rispettare gli obblighi previsti dalla normativa Ue.

Servono azioni concrete - “Gli obiettivi ambiziosi contenuti nell'Aia del 2012 non si sono per ragioni diverse realizzati. Per questo, una volta constatati ritardi e inadempienze, abbiamo intrapreso la via del commissariamento e dell'emanazione del nuovo Piano di ambientalizzazione”, ha dichiarato il ministro dell’Ambiente Andrea Orlando. Il commissario Ue all'Ambiente, Janez Potocnik, spiega di aver già avuto modo di parlare della questione con il ministro Orlando, che gli ha garantito l'impegno a trovare una soluzione. Ma, avverte Potocnik, “le buone intenzioni devono essere dimostrate con azioni concrete”.

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