Concordia, Schettino in aula accusa il timoniere

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L'ex comandante interviene nel processo che lo vede imputato per il naufragio al Giglio e punta il dito contro il collega indonesiano: "Ha ritardato la manovra". La Procura generale impugna 5 patteggiamenti. Martedì 24 comincia la ricerca dei dispersi

Per la prima volta Francesco Schettino ha parlato in aula (VIDEO) al processo che lo vede come unico imputato per il naufragio della Costa Concordia, accusando il timoniere indonesiano Jacob Rusli Bin di aver sbagliato la manovra decisiva. E questo mentre a Firenze il procuratore generale presso la corte d'appello ha presentato un ricorso in Cassazione sui cinque patteggiamenti decisi dal gup di Grosseto a luglio per altrettanti co-indagati. Ha preso il via così a Grosseto il processo per il disastro costato la vita a 32 persone. Mentre domani 24 settembre cominceranno le ricerche delle due vittime ancora disperse. Ricerche rese possibili dopo il recente raddrizzamento della nave.

Schettino accusa il timoniere - Schettino - che finora non ha mancato un'udienza - è intervenuto, autorizzato dal presidente, due volte per chiarire pezzi di discussione fra le parti e i periti del gip (una terza volta è stato invitato a contenere le sue dichiarazioni spontanee per non interrompere troppo il dibattimento). In entrambi gli interventi, spiegando aspetti tecnici precisi sulla manovra poco prima dell'urto contro gli scogli, Schettino ha proposto una delle sue linee difensive: "Nel momento in cui ho chiesto al timoniere di mettere i timoni a sinistra, l'errore è stato di non farlo, perché in quel momento la nave aveva un'accelerazione a destra e bisognava ottenere una controrotazione - ha detto - Se non ci fosse stato l'errore del timoniere, non avremmo preso quello schiaffo" dagli scogli. "Con l'effetto del timone virato a sinistra volevo far ridurre la velocità angolare della poppa, favorendo l'avanzo (della nave in avanti, ndr) rispetto alla rotazione - ha detto l'ex comandante della nave - Ma il timoniere non eseguì correttamente l'ordine, mise il timone al contrario e urtammo", mentre "io invece volevo ridurre la velocità e forse la nave si sarebbe anche potuta fermare". Uno degli avvocati di Schettino, Francesco Pepe, ha sottolineato a SkyTG24 che l'errore del timoniere è stato determinante: "Noi abbiamo due perizie che scientificamente provano che l'impatto non ci sarebbe stato".

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Il perito: ritardo del timoniere ma impatto inevitabile - La linea difensiva di Schettino è stata tuttavia smentita dai periti del gip. L'ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone ha ricordato il risultato dell'incidente probatorio dell'ottobre 2012: "Il timoniere tardò l'esecuzione dell'ordine di 13 secondi ma l'impatto ci sarebbe stato ugualmente". (VIDEO) Secondo gli esperti infatti a causa della velocità, della prossimità delle costa e delle condizioni del mare l'impatto non era evitabile. Il collegio dei periti del gip ha poi aggiunto che "il generatore d'emergenza della Concordia non funzionò" ma questa avaria "non ha avuto influenza alcuna sull'evento. I timoni rimasero sempre a 35 gradi e la nave era comunque ingovernabile: non erano possibili manovre alternative". Secondo i periti il generatore è comunque ininfluente a dare propulsione alla nave e a determinare il movimento dell'elica. Infine, i periti sottolineano che dopo l'impatto della Costa Concordia, "dall'esame della scatola nera non risulta che siano stati dati ordini per correggere i timoni".

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La procura generale impugna i patteggiamenti - Intanto a procura generale di Firenze ha impugnato i cinque patteggiamenti di altrettanti ex imputati per il naufragio della Costa Concordia: gli ufficiali di bordo Ciro Ambrosio e Silvia Coronica, il timoniere Jacob Rusli Bin, Roberto Ferrarini, capo dell'unità di crisi di Costa, e Manrico Giampedroni, direttore dell'hotel di bordo. I cinque avevano patteggiato pene fino a due anni e 10 mesi. Sul ricorso dovrà ora esprimersi la Cassazione.
La notizia è stata accolta con grande soddisfazione dalle parti civili. "Dopo aver raddrizzato la nave adesso si sta raddrizzando il processo", ha detto Daniele Bocciolini, uno dei legali delle parti civili. "Questa è una grande vittoria. Il processo sta diventando giusto, speriamo che il ricorso venga accolto così rientreranno anche altri responsabili della vicenda"

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