Lettera Nuove Br ai No Tav, bufera su una frase di Rodotà

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Dopo le polemiche per le dichiarazioni sull’invito di due esponenti dell'organizzazione agli attivisti a fare un passo avanti (“deprecabile ma comprensibile"), il giurista a SkyTG24 precisa: “Non vuol dire giustificabile”. Alfano: “Parole gravissime”

"Quando ho detto che sono 'deprecabili ma comprensibili' le dichiarazioni delle Br sulla Tav ho solo voluto dire: che cosa vi aspettate da brigatisti rimasti prigionieri della loro cultura? Non che siano comprensibili come giustificabili ma continuano ad esprimere una cultura che è stata e rimane pericolosa. Questo ho voluto dire semplicemente”. Così il giurista Stefano Rodotà, già candidato al Quirinale di M5S, ha precisato a SkyTG24 le sue dichiarazioni sulla lettera in cui le Nuove Br esortano il Movimento No Tav a fare uno scatto in avanti politico ed organizzativo. "La mia storia di contrapposizione alle Brigate Rosse - ha spiegato - parla chiaro, non ho mai avuto un dubbio. La mia è una distanza totale, altro che giustificarle, da persone rimaste prigioniere di una cultura che ha provocato quello che ha provocato. Sono in assoluto dissenso con ogni manifestazione di violenza in Val di Susa".

Le parole di Rodotà sulla lettera delle nuove Br ai No Tav (“Atti come questi sono deprecabili, ma comprensibili e non devono contribuire a derubricare la realizzazione dell'opera a una mera questione di ordine pubblico") pronunciate in mattinata a margine di un convegno a Torino, avevano scatenato subito polemiche. Il vicepremier Angelino Alfano le aveva definite “gravissime, inquietanti. Le condanno duramente, mi auguro che Rodotà le rettifichi. Mi chiedo se non ci sia da temere per il ritorno dei cattivi maestri". E aveva aggiunto: "Mi pare intollerabile che un candidato alla presidenza della Repubblica abbia potuto dire questo mentre i nostri poliziotti sono impegnati a proteggere il cantiere e mentre i lavoranti delle ditte sono lì a rischiare la vita".

Sulle critiche ricevute dal ministro dell’Interno Rodotà a SkyTG24 ha osservato: "Il ministro doveva essere più prudente nelle sue dichiarazioni. Soprattutto per la mia cultura e la mia storia personale".

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