Terrorismo, blitz dei Ros nel Lazio: arrestati due anarchici

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In manette due incensurati ritenuti dagli inquirenti autori di 13 attentati, compiuti dal 2010 al 2013, contro banche, negozi e sedi locali di Enel ed Eni. Sarebbero membri della Federazione anarchica informale-Fronte rivoluzionario internazionale

Operazione antiterrorismo dei carabinieri del Ros e di quelli del Comando provinciale di Roma, che hanno eseguito due ordinanze di custodia cautelare in carcere e numerose perquisizioni nei confronti di persone appartenenti alla struttura eversiva Fai-Fri (Federazione anarchica informale-Fronte rivoluzionario internazionale). Gli indagati, secondo quanto si è appreso, sono accusati di una serie di attentati e danneggiamenti ai danni di istituti di credito, esercizi commerciali e sedi periferiche di Enel ed Eni, compiuti in provincia di Roma negli ultimi tre anni. Nello stesso contesto sono in corso delle perquisizioni, sempre nell'hinterland della capitale, nei confronti di altre tre persone.

Gli inquirenti: autori di 13 attentati - I due anarchici arrestati, di 29 e 26 anni, sono accusati, tra l'altro, di "associazione con finalità di terrorismo anche internazionale o di eversione dell'ordine democratico" (l'art 270 bis del codice penale, introdotto nel 2001 dopo l'attentato alle torri gemelle). Ai due - entrambi incensurati - sono stati contestati anche i reati di concorso in "atto di terrorismo con ordigni micidiali o esplosivi", incendio, furto aggravato, deturpamento e imbrattamento di cose. Secondo le indagini - coordinate dalla procura di Roma e condotte anche attraverso intercettazioni e pedinamenti - sono gli autori di 13 azioni eversive e attentati compiuti dal 2010 al 2013.
Le azioni contestate vanno dalle scritte sui muri agli attentati incendiari, passando per il danneggiamento.

L'arresto per evitare "ulteriori atti eversivi" - L'arresto dei due anarchici da parte dei carabinieri del Ros ha evitato "che venissero portati a compimento ulteriori atti eversivi". E' quanto sottolineano gli inquirenti romani, secondo cui la custodia cautelare in carcere è l'unico mezzo per evitare il compimento di altri reati. Ciò perché i due indagati risultano "stabilmente inseriti in un sodalizio criminoso diretto a sovvertire l'ordinamento costituzionale, avvalendosi anche dell'uso delle armi, seppur rudimentali". I due arrestati, spiega ai microfoni di SkyTG24 il generale Mario Parente, comandante dei Ros, fanno parte della Federazione anarchica informale (Fai), "inserita nella rete internazionale delle cosiddette Cospirazione delle cellule di fuoco a cui sono riconducibili numerosi attentati compiuti in Italia e all'estero tra cui la gambizzazione dell'ingegnere Roberto Adinolfi".

Una sorta di franchising della sigla Fai
- "Dalle indagini emerge una sorta di 'franchising' spontaneista della sigla FAI, con cellule piccolissime, formate in qualche caso da singoli individui, che affermano la propria presenza sul territorio grazie ad una serie di azioni dirette" ha affermato il procuratore aggiunto Giancarlo Capaldo, coordinatore del Pool Antiterrorismo, nella conferenza stampa sull'operazione.
"Quello che colpisce - ha sottolineato Capaldo - è la quantità davvero notevole di attentati e danneggiamenti, che per fortuna non hanno causato vittime ma che proprio per questo rischiano di passare inosservati alle cronache. In realtà si tratta di azioni magari non eclatanti, che però messe assieme disegnano l'attività di una cellula potenzialmente molto pericolosa, che si ispira ad una rete internazionale senza programma organico né organizzazione gerarchica".
"E' un mondo sostanzialmente sommerso - ha ammesso il procuratore - estremamente difficile da intercettare anche sul web, dove naturalmente non si riconosce in siti 'ufficiali' ma privilegia la comunicazione diretta".

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