Equitalia: favori a imprenditori, 5 indagati per corruzione

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Decine di perquisizioni sono scattate in tutta Italia. Gli inquisiti avrebbero accolto istanze di rateizzazione di cartelle esattoriali anche in assenza dei requisiti, evitato esecuzioni immobiliari, fatto risultare pagamenti mai avvenuti

Cinque indagati e 29 perquisizioni della Finanza presso abitazioni, uffici e sedi di società: è il primo, provvisorio, bilancio di un'indagine della procura di Roma (nata dalla costola di un precedente procedimento) che ha Equitalia sud spa come area di riferimento e che punta a evidenziare l'esistenza di un'attività corruttiva "minuta e sistemica", almeno fino alla primavera del 2012, anche se gli importi sinora emersi (al massimo 1000 euro) non sono particolarmente roboanti.

Perquisizioni in varie città italiane
- Nel mirino del procuratore aggiunto Nello Rossi, coordinatore del gruppo dei 'reati economici', e dei pm Maria Francesca Loy e Francesco Ciardi sono finiti Roberto Damassa, ex dirigente dell'agenzia di riscossione, Salvatore Fedele, dipendente di Equitalia, il commercialista Domenico Ballo, l'imprenditore Romolo Gregori e Alberto Marozzi, mediatore/consulente. Corruzione è l'ipotesi di reato formulata dagli inquirenti che hanno ordinato una serie di perquisizioni in varie città italiane (Roma, Napoli, Venezia, Genova, Latina) nella speranza di trovare riscontri utili a quanto captato nei mesi scorsi dalle intercettazioni telefoniche. Equitalia, in una nota, ha ribadito la sua massima collaborazione con gli inquirenti "affinché venga fatta piena luce sui fatti oggetto di indagine e sulle eventuali responsabilità".

Benefici illeciti in cambio di soldi
- Il sospetto di chi indaga è che l'ex dirigente (che aveva mantenuto preziose entrature presso Equitalia) e l'attuale impiegato avessero garantito, in cambio della promessa o della dazione di somme di denaro, una serie di benefici illeciti a piccoli imprenditori o professionisti, titolari di cooperative, accogliendo, senza che vi fossero i requisiti, istanze di rateizzazione di cartelle esattoriali oppure interferendo nelle procedure di versamento all'Inps dei contributi previdenziali alterando sia la correttezza dei dati relativi al pagamento sia la visibilità degli stessi, anche al fine di ottenere la rinuncia, da parte dell'ente di riscossione, ad adottare le procedure di esecuzione immobiliare. Pur oggetto di perquisizione presso il suo ufficio non risulta indagato Francesco Pasquini, all'epoca dei fatti direttore regionale Lazio di Equitalia sud spa e ora alla direzione generale Liguria di Equitalia Nord spa.

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