Riva ai fornitori: dopo il sequestro non possiamo pagare

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"Non siamo in grado di provvedere ad alcun pagamento, non potendo disporre di alcuna somma liquida" scrive la società, che poi apre alla ripresa delle attività: pronti a dialogo con custode

Dopo il sequestro, non possiamo pagare. E' quanto scrive Riva Acciaio in una lettera inviata ai fornitori. In seguito al sequestro, "allo stato non siamo nostro malgrado nelle oggettive condizioni di provvedere ad alcun pagamento, non potendo disporre di alcuna somma liquida". "Ne discende - prosegue la nota - che sono destinati a rimanere sospesi anche i pagamenti in vostro favore".
Questo dunque quanto annunciato dalla società che lo scorso 12 settembre ha di fatto visto chiudere 7 stabilimenti dopo il sequestro preventivo dei beni disposto dal tribunale di Taranto nell'ambito dell'inchiesta per disastro ambientale dell'Ilva.

Cna: irresponsabile lo stop del pagamento - Immediata la condanna espressa dalla Cna (Confederazione nazionale dell'artigianato): "E' un atto irresponsabile - commenta il segretario generale Sergio Silvestrini - che mette sul lastrico migliaia di piccole imprese che forniscono ogni giorno i servizi agli stabilimenti del Gruppo. Nessuno di noi mette in discussione le decisioni della magistratura, ma non possiamo tollerare la scelta di scaricare su maestranze e fornitori un conflitto che deve restare nelle aule di tribunale".

Sono 1400, intanto, i lavoratori delle acciaierie che chiedono solo di poter tornare al lavoro. Tra loro i 162 dipendenti dello stabilimento di Caronno Pertusella, in provincia di Varese, che hanno organizzato un presidio permanente (IL VIDEO).


Riva apre alla ripresa delle attività - E sempre nella giornata di martedì 17 settembre, Riva Acciaio si è detta pronta ad avviare un dialogo con il custode giudiziario per verificare se sussistano le condizioni per una ripresa delle attività produttive nei propri stabilimenti. Lo rende noto il gruppo in una nota, precisando che la decisione è in conformità con quanto discusso il 16 settembre presso il Ministero dello Sviluppo Economico.

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