Rifiuti, fusti sospetti trovati nelle terre della camorra

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A Casal di Principe residui di materiale metallico e fangoso nel luogo indicato da un collaboratore di giustizia, di fronte a una ludoteca per bambini. Il pentito: "Seppellito il contenuto di 20 camion". Previsti controlli su radioattività

Fusti di rifiuti nel casertano nel cuore del regno di Gomorra, dove risiedono ancora i famigliari dei padrini in carcere del clan dei Casalesi. E' qui, in un fondo non molto distante dal centro abitato di Casal di Principe, che sulla base delle rivelazioni di un collaboratore di giustizia i tecnici dell'Arpac e i Vigili del fuoco di Caserta, insieme al Nucleo operativo dei Carabinieri di Casal di Principe, hanno trovato a 9 metri di profondità pezzi di ferro sbriciolati compatibili con il fondo di fusti all'interno dei quali ci sarebbero fanghi industriali. Si tratta di "residui di materiale metallico e di materiale fangoso di natura da determinare" ha precisato la Procura di Napoli dopo le operazioni di ricerca di rifiuti tossici.

Le rivelazioni di un collaboratore di giustizia - A quanto si apprende, lo scavo è iniziato in un terreno adiacente a una ludoteca, proprio nel punto indicato da un nuovo pentito del clan dei Casalesi che, sottolineano gli inquirenti, non è Carmine Schiavone, che ai microfoni di SkyTG24 ha raccontato di anni di sversamenti criminali di rifiuti tossici nocivi e forse anche radioattivi in un triangolo che va dal napoletano al casertano fino al basso Lazio nella zona del Pontino.

Seppellito il contenuto di 20 camion - Secondo le rivelazioni del pentito agli inquirenti, nel terreno a Casal di Principe dove sono stati rinvenuti fanghi e fusti sbriciolati sarebbero interrati rifiuti "pari al contenuto di 20 camion".

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