La Concordia è in asse, forse lascerà il Giglio in primavera

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Terminate le manovre di rotazione la nave ora dovrà essere messa in sicurezza per permettere la ricerca dei due dispersi. Poi, dopo il collocamento dei cassoni sul lato frontale, lo scafo dovrebbe rigalleggiare. Tutti i prossimi step

La Costa Concordia è dritta. Dopo 19 ore di rotazione il relitto della nave, naufragata all’Isola del Giglio il 13 gennaio del 2012 causando 32 vittime, è tornato in asse. Prima del suo trasferimento fuori dal porto ci vorranno però ancora diversi mesi. Si dovrà aspettare probabilmente la primavera/estate. Il primo step, ora che si sono concluse le operazioni di parbuckling, sarà quello di metterla in sicurezza per permettere ai tecnici di entrarvi e iniziare i lavori. Priorità assoluta, ha ribadito il Capo della Protezione Civile Franco Gabrielli, è la ricerca dei due corpi ancora dispersi. “Al momento siamo al livello di studio, ma la ricerca dei dispersi ricomincerà materialmente non appena potrà essere garantita la sicurezza degli operatori" (VIDEO). Poi, dopo la messa in sicurezza, la nave andrà riportata sulla linea di galleggiamento e quindi trainata nel porto scelto per lo smantellamento.

Stabilizzazione - La messa in sicurezza della nave e la sua stabilizzazione permetterà al relitto di superare l'inverno. Il responsabile progetto Micoperi Sergio Girotto ha detto a SkyTG24 (VIDEO) che prima dell’inverno saranno messe in atto "azioni aggiuntive di rinforzo". Verrà probabilmente irrobustito lo scafo della nave che, mediante cavi di acciaio, sarà assicurata con maggiore sicurezza alla piattaforma. Un'operazione necessaria per prevenire qualunque rischio relativo alle condizioni meteomarine. Gabrielli ha sottolineato che "la permanenza della nave in mare costituisce di per sé un elemento di rischio legato alle condizioni meteo marine. Il rischio è presente perché la Concordia non si trova in una bacinella ma sono state predisposte contromisure per farvi fronte".

Rigalleggiamento - La fase successiva sarà quella di riportare il relitto in galleggiamento, dato che ora i due terzi della nave sono ancora sotto l'acqua. Per questa operazione è necessario posizionare sul lato danneggiato della nave, in modo simmetrico, 11 cassoni uguali a quelli già installati sul lato opposto e che sono stati utilizzati per il raddrizzamento della nave. A questo punto i cassoni, pieni d'acqua,  saranno progressivamente svuotati dando così la spinta necessaria per riportare lo scafo in galleggiamento. Una delle fasi del progetto per portare via la Concordia dal Giglio prevede inoltre, ha sottolineato Gabrielli in conferenza stampa, "un'attività di Costa e Carnival per il ripristino dei luoghi del cantiere e il monitoraggio dell'ecosistema".

Forse in primavera trainata in un porto da scegliere- Il relitto sarà infine trainato verso un  porto per il suo smantellamento. "Avremo veramente molto da fare da qui alla prossima primavera, quando ci auguriamo che la nave lascerà l'isola. Abbiamo fatto un bel tratto di strada, ma la strada non è ancora terminata" ha osservato il Capo della Protezione Civile. Anche il responsabile del progetto per la Costa Franco Porcellacchia ha indicato la primavera del 2014 come un possibile periodo in cui la Concordia potrebbe uscire dal porto. "Credo sarà possibile. E' difficile fare una previsione precisa ma credo sia ragionevole".
Al momento quale sia lo scalo dove arriverà la Concordia non è chiaro: Piombino è quello più vicino e dove sono in corso lavori infrastrutturali proprio per accogliere la nave ed inoltre sarebbe quello che offrirebbe la filiera più corta per lo smaltimento dei  rifiuti ferrosi. Ma in lizza ci sono anche Civitavecchia e Palermo, dove vengono costruite navi come la Concordia, e dove vi è una delle sedi di Fincantieri, che tra l'altro ha costruito i cassoni utilizzati per il raddrizzamento. E anche Napoli si è proposta.

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