Lodo Mondadori: la Cassazione respinge il ricorso Fininvest

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Il risarcimento verso Cir, deciso dalla Corte d'Appello di Milano, viene confermato con un ritocco al ribasso: 541,2 milioni di euro anziché 564,2. De Benedetti: "Acclarata la gravità dello scippo subito". Marina Berlusconi: "Schiaffo dalla giustizia"

La Cassazione ha respinto il ricorso della Fininvest contro la Cir per il risarcimento del Lodo Mondadori, deciso dalla Corte d'Appello di Milano, che rimane confermato con un ritocco al ribasso: 541,2 milioni di euro anzichè 564,2 milioni di euro, con un taglio di circa 23 milioni di euro.
In particolare, la Suprema Corte, nel verdetto appena depositato dalla terza sezione civile e relativo all'udienza svoltasi lo scorso giugno, ha accolto solo, e in parte, uno dei motivi della difesa Fininvest, il 13esimo, inerente il reclamo per l'eccessiva valutazione delle azioni del gruppo L'Espresso. Sul punto i supremi giudici hanno "cassato senza rinvio il capo della sentenza di appello contenente la liquidazione del danno in via equitativa, come stimata nella misura del 15% del danno patrimoniale già liquidato".

"Anche Berlusconi responsabile di corruzione" - Nella sentenza sul Lodo la Cassazione scrive anche che "la valutazione complessiva" degli "elementi ed argomenti di prova, condotta ai soli fini civilistici, di ricondurre alla società Fininvest la responsabilità del fatto corruttivo imputabile anche al dott. Berlusconi" risulta "correttamente motivata". La Suprema Corte sottolinea inoltre che la vicenda penale del Lodo Mondadori si è ormai "irrevocabilmente" conclusa per Silvio Berlusconi, che è stato prosciolto per prescrizione.

La vicenda - La decisione della Corte è in linea con la richiesta avanzata in udienza dal procuratore generale della Cassazione che in aula aveva dichiarato: "Il percorso seguito dalla Corte di Appello di Milano sul Lodo Mondadori è logico e regge. E' a mio avviso necessario solo riquantificare una piccola parte del danno, che potrebbe ridurre il risarcimento per Cir di circa il 15 per cento rispetto all'importo liquidato".
In precedenza, il Tribunale di Milano, nella sentenza di primo grado del procedimento civile, aveva fissato la cifra in circa 750 milioni.
Al centro della vicenda Lodo Mondadori c'è la cosiddetta "battaglia di Segrate" per il controllo della casa editrice  che, secondo una sentenza penale definitiva, vide soccombere De Benedetti all'inizio degli anni 90 in virtù di un verdetto frutto di corruzione giudiziaria.

De Benedetti: "Dopo oltre 20 anni acclarata la gravità dello scippo" - "Prendo atto con soddisfazione che dopo più di 20 anni viene definitivamente acclarata la gravità dello scippo che la CIR subì a seguito della accertata corruzione di un giudice da parte della Fininvest di Berlusconi, il quale, a quel tempo, era ancora ben lontano dall'impegnarsi in politica" ha commentato lo stesso De Benedetti.

Marina Berlusconi: "Ennesimo schiaffo dalla giustizia" - Dura la nota di Marina Berlusconi secondo cui la decisione della Cassazione "è un altro schiaffo della giustizia" e "rappresenta la conferma di un accanimento sempre più evidente". Secondo la figlia maggiore del Cavaliere la sentenza colpisce "duramente uno dei più importanti gruppi imprenditoriali del Paese". Oggi la Cassazione "aveva la possibilita' di cancellare quello  che non esito a definire uno scandalo giuridico. Ha deciso di non  farlo. E' una nuova, bruciante sconfitta per la giustizia, una ferita  profonda per quanti si ostinano ancora a credere nei valori della  giustizia e della verità. Ma noi non ci arrendiamo. Percorreremo  tutte le strade che riguardo alla sentenza l'ordinamento consente  perché questi valori possano tornare a essere rispettati", conclude. E di "sentenza spropositata nelle sue dimensioni" parla anche il segretario Pdl Silvio Berlusconi.


Lodo Mondadori, le tappe della vicenda:

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