Concordia, Gabrielli: "Rotazione così mai tentata prima"

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Il commissario per l'emergenza al Giglio: "Niente passerelle. È prioritaria la ricerca dei corpi dispersi". E a SkyTG24 assicura: "Rispetteremo l'ambiente". Confermato l'inizio dei lavori per lunedì. Prima operazione il raddrizzamento della nave

“Un’impresa mai tentata prima”. Ma “l’unica possibile”. Il raddrizzamento del relitto della Costa Concordia, presentato in conferenza stampa dal capo della Protezione civile Franco Gabrielli, dovrebbe cominciare lunedì 16 settembre. Sarà la prima e più delicata fase del recupero della nave. "Ma niente passerelle - ha chiesto Gabrielli - Non ne abbiamo bisogno: restano ancora due cadaveri da restituire ai loro cari". E a SkyTG24 ha assicurato: "Rispetteremo l'ambiente".

Una prima assoluta - "Il progetto ha raggiunto, allo stato, il 76% della sua realizzazione. Non esiste un piano B perché è questo il progetto sul quale contiamo e che è stato scelto con i criteri più attenti del settore". Così Franco Gabrielli, capo della Protezione civile e commissario per l'emergenza Costa Concordia, nella conferenza stampa in cui è stato spiegato come funzionerà la rotazione della nave. Dell'imbarcazione, il cui naufragio causò la morte di 32 persone, si riconoscono ormai solo la prua e la poppa, con la scritta blu Costa Concordia che sopravvive tra la ruggine sullo scafo bianco.

La rotazione, come e quando - Confermata l'apertura del cantiere lunedì 16, "condizioni meteo marine permettendo". Gabrielli ha precisato che la decisione di continuare i lavori verrà presa ogni giorno alle ore 14, dopo aver valutato tutti gli elementi tecnici.
Il primo passo è il parbuckling, che rimetterà la nave in verticale. Tra le 12 e le 24 ore la durata prevista. Non è escluso comunque che ci possano volere alcuni giorni: ogni movimento dovrà essere molto controllato per non deformare lo scafo.
Sul sito dedicato al progetto, i dettagli tecnici. Martinetti idraulici metteranno in tensione i cavi di acciaio fissati in cima ai nove cassoni centrali e alle piattaforme sulle quali andrà ad appoggiarsi il relitto una volta riportato in verticale. Questo falso fondale - utile a riempire il vuoto tra i due speroni di roccia, uno a poppa e uno a prua, che ora sostengono la nave - è stato creato con sacchi riempiti di una speciale malta di cemento. Sopra, sono state messe sei piattaforme.

Dopo la rotazione - A questo punto sul lato ora sommerso verranno installati 15 cassoni di galleggiamento, gemelli di quelli già montati sul lato sinistro del relitto. Svuotati dall'acqua, i cassoni sui due lati daranno alla Concordia la spinta per farla galleggiare. Alla fine, la parte che rimarrà sommersa sarà di circa 18 metri. Il rischio maggiore? "Che le strutture non reggano agli sforzi a a cui saranno sottoposte".

I numeri dell'operazione - Il costo del recupero è stimato in 600 milioni di euro. Al progetto lavoreranno 500 persone di 26 nazioni. Le società italiane coinvolte sono 150, mentre sarà il porto di Piombino la sede dello smaltimento, "se sarà in grado di ricevere la nave".

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