Presidente Confindustria Trapani denuncia estorsori: arresti

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Gregory Bongiorno per due anni ha pagato il pizzo. Poi si è rivolto alle forze dell'ordine: tre persone sono finite in manette. L'imprenditore a SkyTG24: "In passato si rimaneva isolati, ora il clima è cambiato". AUDIO

Per due anni ha pagato il pizzo, poi la ribellione con la denuncia alle forze dell'ordine. Tre persone sono finite in manette per estorsione e tentata estorsione aggravate dalla modalità mafiosa. La vittima non è un imprenditore qualunque: si chiama Gregory Bongiorno ed è il presidente di Confindustria di Trapani. "Il clima è cambiato - spiega a SkyTG24 - prima si rimaneva isolati, oggi l'associazione degli industriali fa quadrato intorno agli imprenditori e gli inquirenti hanno agito rapidamente".

In manette sono finiti Mariano Asaro, 57 anni, ritenuto un esponente di spicco di Cosa Nostra del Trapanese; Gaspare Mulè, 46 anni e Fausto Pennolino di 51, entrambi sorvegliati speciali. Tutti sono originari di Castellammare del Golfo. In seguito a una sentenza, emessa dal gup di Palermo il 24 marzo 2009, tutti e tre erano stati già condannati per il loro organico inserimento in Cosa Nostra.

Le pressioni nei confronti dell'imprenditore, proprietario di un'impresa di raccolta dei rifiuti, erano iniziate nel 2005 quando Bongiorno è stato costretto, sostengono gli investigatori, a versare 10 mila euro a Mulè, che si era presentato quale rappresentante dei boss. La vittima ha raccontato di avere pagato dal 2005 al 2007. Dopo un periodo di tregua, nell'agosto scorso l'imprenditore ha ricevuto nuove richieste di estorsione, nonché il pagamento degli arretrati (60 mila euro).

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