Brasiliana uccisa: convalidato il fermo del datore di lavoro

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Nell'interrogatorio Claudio Grigoletto, accusato dell'omicidio della 29enne, ha ammesso la relazione con la ragazza e ha detto di essere il padre del bambino che la donna aspettava. Ma non ha confessato l'omicidio

E' stato convalidato il fermo di Claudio Grigoletto, datore di lavoro di Marilia Rodrigues Silva Martin e indiziato numero uno per la morte della 29enne brasiliana, uccisa venerdì 30 agosto nell'ufficio dove lavorava a Gambara.

"Il bambino era mio, fino a prova contraria" -  Nel corso dell'interrogatorio di garanzia all'udienza di convalida del fermo davanti al gip Francesco Nappo, al pm Ambrogio Cassiani e ai suoi legali, Grigoletto ha rilasciato dichiarazioni spontanee, come ha spiegato l'avvocato Raimondi, dopo l'interrogatorio.
A proposito della paternità del figlio che la giovane stava aspettando, l'uomo avrebbe detto di essere il padre, "fino a prova contraria". Anche gli inquirenti sono ormai certi: il test del Dna avrebbe confermato che il bambino era suo. "Quello che Marilia aspettava era mio figlio. O almeno questo pensavo" avrebbe detto Grigoletto al gip Francesco Nappo.

Nuovi indizi nell'ufficio di Grigoletto - Intanto emergono nuovi indizi dalle indagini dei carabinieri, che in un ufficio che Claudio Grigoletto ha in un campo volo a Bedizzole, nel Bresciano, hanno trovato una chiave inglese con tracce del tubo della caldaia che chi ha ucciso Marilia Rodrigues aveva manomesso per causare una fuga di gas. I militari avrebbero trovato anche uno scontrino di un supermercato con l'acquisto di candeggina e acido, che risale alla mattinata di giovedì scorso, giorno in cui Marilia Rodrigues è stata uccisa. Per l'accusa, per simulare un suicidio, l'assassino avrebbe cercato di far ingerire acido alla brasiliana. 

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