Bus nella scarpata: altri 3 indagati nell'inchiesta

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La procura irpina ha aggiunto i nomi di altre tre persone nell'indagine sulla tragedia del pullman precipitato dalla A16 in cui morirono 39 persone. Si tratterebbe di dipendenti della società Autostrade. Giovedì intanto è prevista una nuova perizia

Tre nuovi indagati nell'inchiesta condotta dalla procura di Avellino sul disastro avvenuto il 28 luglio scorso sulla A16 dove 39 persone morirono per la caduta da un burrone del bus sul quale ritornavano da una gita. Al momento non sono state ancora firmate informazioni di garanzia, che potrebbero essere comunque emesse giovedì quando i magistrati disporranno una nuova perizia con il conferimento dell'incarico ai consulenti tecnici. Gli indagati, per i quali già si sarebbe proceduto all'iscrizione nel registro della procura, sarebbero tutti dipendenti della società Autostrade per l'Italia. I loro nomi non sono stati ancora resi noti e andrebbero ad aggiungersi agli altri due funzionari della società già coinvolti nell'inchiesta, oltre a Gennaro Lametta, il titolare della Ack Travel Mondo Sasm, proprietario dell'autobus gran turismo.

Per i primi tre indagati l'ipotesi di reato formulata dai pm è di concorso in omicidio colposo plurimo e disastro colposo. L'inchiesta coordinata dal procuratore aggiunto Rosario Cantelmo si è concentrata in particolare sulle condizioni del mezzo e sulla manutenzione del tratto autostradale, e in particolare del new jersey, che non avrebbe retto all'impatto con il pullman lanciato in un tratto di discesa a forte velocità anche a causa del mancato funzionamento del sistema frenante. Si è già svolto nelle scorse settimane l'incidente probatorio, con la ricostruzione della dinamica dell'incidente, e il sopralluogo con i periti proprio sul viadotto Acqualonga nonché nella scarpata adiacente alla strada provinciale Taurano-Monteforte Irpino dove il bus è precipitato.

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