Brasiliana morta nel bresciano, fermato il datore di lavoro

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L'uomo è stato interrogato a lungo dai carabinieri, ma non avrebbe confessato. Il procuratore di Brescia: "Aveva la necessità di eliminare il problema di essere il padre del bambino che la ragazza aspettava". Mercoledì l'interrogatorio di garanzia

C'è un fermo per l'omicidio di Marilia Rodrigues Martins, la brasiliana uccisa a Gambara nel Bresciano, venerdì 30 agosto, nell'ufficio in cui lavorava. Si tratta del datore di lavoro della donna, interrogato a lungo dai carabinieri nel corso della notte tra il 2 e il 3 settembre.
L'uomo è Claudio Grigoletto che aveva raccontato di aver visto la giovane per l'ultima volta giovedì scorso.
"Grigoletto è stato fermato, ma non ha confessato", ha spiegato il comandante provinciale dei carabinieri di Brescia Giuseppe Spina.
Secondo il procuratore Fabio Salamone, invece, Grigoletto "aveva la necessità di eliminare il problema rappresentato dal fatto di essere il padre del bambino che la brasiliana aspettava".
"La donna - ha aggiunto - è stata strangolata ma potrebbe essere stato il gas a finirla".

Mercoledì 4 settembre l'interrogatorio di garanzia - L’uomo, in carcere, nega tutto, anche la stessa relazione. Ma in paese, a  Gambara, c'è chi ha raccontato agli inquirente di averli visti  passeggiare spesso mano nella mano. A suo carico, intanto, tre gravi  ipotesi di reato: omicidio aggravato; tentata soppressione di cadavere e procurato aborto. Nella giornata di mercoledì 4 settembre, l'ultima parola sulla convalida del fermo e l'interrogatorio di garanzia spettano al gip Francesco Nappo.

L'esito dell'autopsia - La donna, 29 anni, è stata trovata morta venerdì 30 nell'azienda in cui lavorava, la 'Alpi aviation do Brasil' che vendeva ultraleggeri a Gambara, nel Bresciano. L'autopsia, oltre a evidenziare che era incinta, ha fatto capire che la ragazza non è morta per via dei colpi ricevuti alla testa, ma sarebbe stata invece strozzata, a giudicare dai profondi segni sul collo. L'assassino ha inscenato poi un incidente o un suicidio, manomettendo il tubo che collegava la piccola caldaia che ha sprigionato metano.

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