Crotone, Cie devastato e chiuso dopo la morte di un giovane

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Il centro di identificazione ed espulsione è stato dichiarato inagibile dal 13 agosto in seguito a una rivolta scoppiata per il decesso di un 31enne di origini marocchine. Intanto non si fermano gli sbarchi sulle coste italiane: 350 migranti soccorsi

Il Cie di Crotone, centro di identificazione ed espulsione per immigrati irregolari (qui la mappa interattiva dei centri in Italia), ha chiuso temporaneamente i battenti. La decisione è stata adottata dalla Prefettura di Crotone lo scorso 13 agosto (ma la notizia si è appresa solamente oggi, lunedì 19 agosto) in seguito a una rivolta dei migranti che, dopo la morte di un loro compagno, hanno devastato la struttura rendendola inagibile.
A scatenare la ribellione è stato il decesso di un giovane marocchino, il 10 agosto scorso, provocato probabilmente da un malore. Dall’autopsia disposta dalla Procura della Repubblica di Crotone è emerso infatti che a provocare la morte del 31enne sarebbe stata una cardiopatia. Tuttavia il medico legale si è comunque riservato l'esito finale, dopo aver riscontrato nel corpo dell'uomo la presenza di alcune sostanze, probabilmente farmaci, alle quali potrebbe essere ricondotta una concausa della morte.

In seguito a questo episodio si è scatenata una rivolta nel Cie, dove in quel momento si trovavano 51 immigrati. Nel centro sono stati completamente distrutti gli arredamenti, il sistema di videosorveglianza e, nelle pareti dei muri, sono stati praticati dei grossi fori. Dopo che la rivolta è stata sedata dalle forze dell'ordine la Prefettura di Crotone ha quindi deciso di chiudere la struttura perché non più agibile. I 51 immigrati sono stati trasferiti in altri centri nel territorio italiano.

Intanto non si fermano gli sbarchi sulle coste italiane. Nella giornata di lunedì 19 agosto migranti fuggiti da Siria, Nigeria, Ghana sono approdati a Lampedusa, Catania, Siracusa e Agrigento. Tra le persone soccorse dalla Guardia Costiera c'erano anche donne e bambini.

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