Omicidio Verona, mistero su una lettera dell'assassino

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Nel giorno dei funerali di Lucia Bellucci, il padre della vittima ha ricevuto una missiva spedita da Vittorio Ciccolini. Sarebbe stata spedita dopo il delitto, lasciando dubbi sulla premeditazione del crimine. Intanto l'uomo non risponde ai pm

La chiave della premeditazione dell'omicidio Bellucci potrebbe giocarsi su una lettera. Vittorio Ciccolini, l'ex fidanzato della ragazza, sostiene di non aver mai spedito la missiva che invece è arrivata mercoledì a destinazione: a casa del padre della vittima. Potrebbe essere questo elemento ad inchiodare l'avvocato veronese 44enne accusato di avere ucciso la sua ex in Val Rendena in Trentino, che avrebbe già fornito una confessione piena dell'omicidio.

Ma rimangono dubbi su quando questa lettera sia stata spedita. La missiva risulta partita soltanto il 12 agosto, vale a dire molto dopo il delitto, che gli investigatori ritengono sia stato compiuto il 9 agosto. Resta da capire se il delitto sia stato premeditato oppure no. Due lettere, infatti, sono state trovate dagli inquirenti all'interno dell'auto di Ciccolini, a poca distanza dal cadavere della donna.

Il contenuto delle lettere - In queste missive Ciccolini avrebbe in qualche modo manifestato l'intenzione di compiere il delitto: parla dell'omicidio morale che riteneva di avere subito per il rifiuto della ex fidanzata a tornare con lui. E ci sono anche quelle che gli inquirenti giudicano delle vere e proprie minacce rivolte a Lucia. Da qui l'ipotesi secondo cui l'omicidio sia stato premeditato. I difensori di Ciccolini, nell'interrogatorio di garanzia che ha visto confermare il fermo dell'uomo, hanno invece sostenuto che le lettere in sé non dimostrerebbero la premeditazione: secondo l'accusato, si sarebbe trattato soltanto di un tentativo di convincere Lucia a cedere alle avances dell'uomo. Vittorio Ciccolini si è avvalso dalla facoltà di non rispondere e si è limitato a spiegare al pm che non c'è stata premeditazione.

La perizia sul computer - Ulteriori risposte potrebbero arrivare dalle perizie ordinate sul computer di Ciccolini che nel frattempo è stato sequestrato nel suo studio legale. Emergono anche elementi che danno conto della particolare violenza con la quale l'assassino si è avventato sulla giovane donna, tentando prima di strangolarla e poi colpendola con quattro coltellate al petto, una delle quali l'ha colpita direttamente al cuore. Sulla salma, infatti, i periti settori hanno trovato i segni di un morso inferto dall'assassino al polso di Lucia.

Nel pomeriggio di mercoledì, intanto, si sono svolti i funerali di Lucia Bellucci a Pergola, suo paese d'origine nel Marchigiano. Molti dei seimila abitanti del borgo di Pergola si sono stretti attorno ai familiari della giovane donna.

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