Mediaset, l'avvocato Coppi: "Non c'è prova del reato"

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I legali di Berlusconi davanti ai giudici della Suprema Corte chiedono di annullare la sentenza. Ghedini: "Non ci è stata data possibilità di difenderci". Il verdetto, atteso per giovedì pomeriggio, in streaming su SkyTG24.it. LA CRONACA

I giudici della Cassazione entreranno in camera di consiglio giovedì 1 agosto alle ore 12 e il verdetto arriverà nel pomeriggio (TUTTI I VIDEO). Queste le prime certezze sul processo Mediaset, che in primo e secondo grado ha portato alla condanna di Silvio Berlusconi a 4 anni di reclusione, di cui 3 coperti da indulto, e 5 di interdizione dai pubblici uffici per frode fiscale. La lettura della sentenza sarà trasmessa in diretta su SkyTG24 e in streaming su SkyTG24.it.

I legali di Berlusconi: "Annullare la sentenza" - Un processo, secondo l'avvocato dell'ex presidente del Consiglio Niccolò Ghedini, condizionato dai tempi della prescrizione, in cui "non c'è stata data possibilità di difenderci" e che ormai è diventato "il mio incubo notturno". Nel giorno delle arringhe difensive il legale del Cavaliere controbatte punto per punto alla ricostruzione del pg ("efficace e fantasiosa in alcune soluzioni tecnico-giuridiche") e ribadisce una volta di più l'estraneità di Silvio Berlusconi alle accuse: "Negli anni '90 non c'entrava con la gestione di Mediaset e a confermarlo ci sono almeno due sentente, una proprio della Cassazione". Per l'altro legale, Franco Coppi, inoltre, "tutta la sentenza d'Appello è basata sul pregiudizio". E aggiunge: "Chiediamo che la condanna venga annullata perché il fatto così come è contestato non costituisce reato e non è previsto dalla legge come tale".

Pdl in fermento - Martedì 30 luglio, il sostituto procuratore generale Antonio Mura ha chiesto la conferma della condanna di Berlusconi, ma con la riduzione dell'interdizione da 5 a 3 anni. Intanto la politica resta col fiato sospeso in attesa del verdetto. Il presidente dei deputati Brunetta si dice "ottimista", mentre Daniela Santanchè parla di "mutilazione della democrazia in caso di condanna".

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