Brescia, i fratellini sono morti prima dell'incendio

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Secondo i primi esiti dell'autopsia, non ci sono tracce di fumo nei polmoni dei due ragazzini di 9 e 13 anni vittime del rogo nella casa del padre a Ono San Pietro, in Valcamonica. Prende corpo l'ipotesi dell'avvelenamento

Non ci sarebbero tracce di fumo nei polmoni dei due fratellini di 9 e 13 anni morti carbonizzati nella casa del padre (rimasto gravemente ustionato) a Ono San Pietro, in Valcamonica. Andrea e Davide sarebbero deceduti prima che divampasse l'incendio. Lo si deduce dai primi esiti dell'autopsia. Sui corpi non ci sono segni di violenze. Prende così corpo l'ipotesi dell'avvelenamento, ma solo gli accertamenti chimico-tossicologici nei prossimi giorni chiariranno in seguito a quali sostanze.

A quanto si apprende, intanto, i funerali dei ragazzini si svolgeranno sabato alle ore 15. Dopo l'autopsia, la Procura della Repubblica di Brescia, che ha aperto un fascicolo contro ignoti per duplice omicidio, ha disposto il nulla osta per la sepoltura.

La verità su quello che è accaduto nell'appartamento di Ono San Pietro, in provincia di Brescia, potrà essere accertata solo dagli inquirenti. Quello che è certo è che sotto c'è una storia fatta di continue minacce. Raccolte in oltre 10 querele. Tante sono quelle che Enrica Patti, la madre dei piccoli Davide e Andrea, ha presentato dal 2010 a oggi. In una di queste, del 2 luglio 2012, come spiega l'avvocato della donna Pier Luigi Milani, l'uomo disse: "Ammazzo te e tua madre. L'unico modo per farti del male è che mi porto via i bambini 15 giorni e te li ammazzo".

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