Dossier illegali, 1 anno e 8 mesi a Tronchetti Provera

marco tronchetta provera
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Il presidente della Pirelli è stato condannato in I grado per ricettazione. Stabilito anche il pagamento di una provvisionale da 900mila euro a Telecom Italia e il risarcimento dei danni alle parti civili. "Mi sospendo da Mediobanca" annuncia in una nota

Il tribunale di Milano ha condannato in primo grado il presidente di Pirelli Marco Tronchetti Provera a 1 anno e 8 mesi nell'ambito del processo per ricettazione sui presunti dossier illegali raccolti dalla security di Telecom Italia quando era a capo dell'azienda. La pena è sospesa. Tronchetti è stato condannato anche al pagamento di una provvisionale da 900.000 euro a Telecom Italia e al risarcimento dei danni alle parti civili.

Provera si autosospende - In serata, Marco Tronchetti Provera annuncia in una nota che  "intende comunicare a Mediobanca la sua volontà di sospendersi dalle cariche di vicepresidente e consigliere sino al pronunciamento del giudizio di appello".

La difesa: sentenza inspiegabile - "Prendiamo atto della sentenza odierna, di cui non resta che aspettare il deposito della motivazione per verificare quali siano state le ragioni che hanno giustificato un'affermazione di responsabilità che riteniamo inspiegabile e che, non riconoscendo la fragilità di un impianto accusatorio vacillante, getta purtroppo un'ombra senza fondamento sulle persone e sulle aziende coinvolte". Così l'avvocato Roberto Rampioni, legale di Marco Tronchetti Provera, commenta la sentenza. Una decisione "inspiegabile perché fuori sia dalla logica giuridica che dalla logica comune che il dottor  Tronchetti sia stato condannato per il reato di ricettazione, avendo disposto l'invio della documentazione all'autorità giudiziaria".

La procura aveva chiesto una condanna a due anni e il pagamento di una multa da 5.000 euro. Il processo era iniziato nel febbraio scorso, dopo la disposizione da parte della procura di Milano della citazione diretta in giudizio per ricettazione, in riferimento a presunti dati rubati nel 2004 dal computer di un agente dell'agenzia investigativa Kroll dai "pirati informatici" della security di Telecom, all'epoca guidata da Giuliano Tavaroli.

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