Napoli, domenica di sangue: due omicidi in poche ore

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Un ragazzo è stato ucciso dal padre della fidanzata che era contrario alla loro relazione. Un altro giovane è stato freddato nel quartiere Pianura. Gli investigatori pensano a un regolamento tra clan di camorra

Due omicidi in poche ore a Napoli. E' stata una domenica di sangue nel capoluogo campano. Due episodi molto diversi, con moventi che non hanno alcuna relazione tra loro. Un ragazzo di 25 anni, Vincenzo De Stasio, è stato ucciso a colpi di arma da fuoco ed è stato trovato all'interno di una Fiat Panda nella zona della centrale piazza Garibaldi. Poco dopo un uomo si è costituito ai carabinieri ed ha confessato di aver ucciso il ragazzo. Si tratta del padre della fidanzata che era contrario alla relazione tra i due giovani. L'omicidio sarebbe avvenuto al termine di una colluttazione tra i due: il padre della diciannovenne, un uomo di 46 anni, ha detto che il colpo sarebbe partito da una pistola che aveva lo stesso ragazzo.

Al padre della ragazza non piacevano le compagnie di Vincenzo De Stasio. Il chiarimento, avvenuto in una strada di Acerra, è sfociato in una lite terminata in tragedia. L'uomo ha caricato in auto il giovane per portarlo in un ospedale a Napoli ma arrivato nella zona della Stazione centrale, si è reso conto che non c'era più niente da fare e l'ha abbandonato nella vettura.

Un altro cadavere a Pianura - Il secondo omicidio è avvenuto in contrada Spadari, nel quartiere di Pianura. La vittima si chiamava Vincenzo Birra, 25 anni, pregiudicato legato al clan Mele. Il ragazzo è stato ammazzato con un colpo che gli ha perforato la mascella destra. Era stato scarcerato lo scorso mese di marzo e aveva precedenti per stupefacenti e rapina.

Gli investigatori lavorano su due ipotesi: guerra tra clan o scontro interno. Il corpo è stato trovato all'alba dai proprietari di un fondo agricolo che hanno chiamato la polizia. Lo scorso 28 giugno fu ammazzato Fosco Di Fusco, nello stesso quartiere. L'uomo, di 46 anni, fu chiamato al citofono dai sicari: scese in strada e fu ucciso. Di Fusco era legato al clan Pesce-Lago che si contrappone ai Mele per il controllo dei traffici illeciti.

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