Il legale di Schettino: "Caduto in mare, non fuggito"

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Rinviata la prima udienza del processo per il naufragio della Costa Concordia. L'avvocato del capitano: "Non ha abbandonato la nave". Sulla richiesta di pena di vent'anni dice: "E' sproporzionata". VIDEO

"Il comandante Schettino non se ne è andato, è caduto dalla nave, perché la nave era battuta in modo tale che lui aveva come piano di calpestio un muro quasi verticale, obliquo, tanto che gli altri ufficiali, tra cui l'ufficiale in seconda, si sono tuffati in mare". A dirlo è Domenico Pepe, avvocato difensore di Francesco Schettino, conversando con i giornalisti a Grosseto dove oggi, martedì 9 luglio, avrebbe dovuto svolgersi la prima udienza del processo per il naufragio della Costa Concordia sull'Isola del Giglio. L'udienza è però stata rinviata al 17 luglio a causa dello sciopero nazionale degli avvocati a cui hanno aderito sia Pepe, sia alcuni legali di parte civile. Pepe si augura poi che il giudizio del tribunale possa "essere sereno" e chiede che venga accertata la verità, giudicando poi spropositata la richiesta di vent'anni per il suo assistito.

Presso il teatro di Grosseto, dove era in programma l'udienza del processo, si trovava anche Domnica Cemortan, la giovane moldava che era con Francesco Schettino la sera del naufragio. La donna, dopo il rinvio dell'udienza, si è recata con un suo avvocato alla procura di Grosseto per presentare una denuncia contro Costa Crociere spa, così come già fatto nei mesi scorsi da altri naufraghi, chiedendo di accertare se ci furono anche responsabilità penali dei vertici della compagni di navigazione.

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