Campania, rimborsi a consiglieri: 57 indagati per peculato

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Secondo l'ipotesi accusatoria i gruppi consiliari si sarebbero appropriati di somme di denaro non utilizzandole per spese legate all'attività istituzionale. Si tratta di oltre 2 milioni di euro di soldi pubblici, erogati nel biennio 2010-2012

57 indagati e 53 inviti a comparire per consiglieri ed ex consiglieri della Regione Campania. La procura di Napoli indaga su ipotesi di reato di truffa e peculato per rimborsi percepiti.
Il filone di indagine in cui si inseriscono questi avvisi di comparizione riguarda somme erogate dal Consiglio ai consiglieri nelle annualità comprese fra il 2010 e il 2012 e relative ai capitoli legati al funzionamento dei gruppi consiliari.
Per questo tipo di rimborsi, infatti, non è necessaria la presentazione di giustificativi, cioè scontrini, ricevute, fatture. L'indagine avviata un anno fa con l'acquisizione di documenti nelle sedi del Consiglio aveva già visto diversi provvedimenti cautelari nel filone che riguardava le spese per la comunicazione dei gruppi e dei singoli consiglieri.

Rimborsi percepiti indebitamente - Tra gli indagati ci sono sia consiglieri dell'attuale che della scorsa legislatura, e tra questi anche parlamentari. Figurano sia consiglieri ai quali sono stati liquidati decine di migliaia di euro sia consiglieri che hanno ricevuto somme inferiori. Per quanto riguarda i partiti, secondo l'ipotesi degli inquirenti, i consiglieri del Pdl avrebbero ritirato indebitamente l'89% dei rimborsi, il Pd l'82%, l'Idv il 95%, il Nuovo Psi il 91%, l'Udc il 65%. La somma complessiva erogata nel biennio 2010-2012 è stata quantificata intorno ai due milioni e mezzo di euro.

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