Spara e uccide un ladro: indagato per omicidio volontario

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L’81enne vittima di una rapina nella sua villa a Roma, che il 29 giugno ha aperto il fuoco contro uno dei banditi, è stato iscritto nel registro degli indagati. La Procura: un atto dovuto. Fermati i 2 malviventi fuggiti lasciando il loro complice a terra

E’ indagato per omicidio volontario Ilario D'Apollonio, l’imprenditore 81enne che, vittima di una rapina, lo scorso sabato ha sparato contro uno dei banditi entrati nella sua villa sulla Nomentana, a Roma, uccidendolo. Gli altri due malviventi sopravvissuti, che erano riusciti a scappare, sono stati fermati lunedì 1 luglio dai carabinieri del Nucleo Investigativo della capitale e portati nel carcere di Regina Coeli. D'Apollonio è stato iscritto nel registro degli indagati, ma per ora solo come atto dovuto. Il procedimento della procura è legato all'autopsia del rapinatore romeno ucciso, Valentin Barbat, 36 anni. Gli accertamenti sono affidati al pubblico ministero Elisabetta Ceniccola, la quale ha già nominato il medico legale incaricato di eseguire l'accertamento autoptico.

Nei prossimi giorni saranno anche interrogati i due complici di Barbat, entrambi con precedenti, accusati di concorso in rapina. Anche loro di nazionalità romena, di 35 e 24 anni rispettivamente. I due, ora reclusi nel carcere di Regina Coeli, sono stati bloccati in via del Mandrione, dove si nascondevano in un'abitazione in affitto. La sera di sabato scorso erano scappati lasciando il complice a terra. Nei primi interrogatori resi ai carabinieri D'Apollonio aveva detto di aver sparato quattro colpi in aria nel tentativo di intimidire i ladri per metterli in fuga. Poi, intervistato al citofono, ha detto di aver difeso la moglie, imbavagliata, che rischiava di soffocare dopo essere stata immobilizzata su una sedia. I carabinieri del Ris stanno esaminando le ogive del revolver utilizzato dall'imprenditore - che ha un regolare porto d'armi - per ricostruire la traiettoria dei colpi e fare chiarezza su quanto accaduto quella sera.

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