Ruby, Berlusconi condannato a sette anni: "Resisterò"

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Dopo la sentenza del tribunale di Milano, che ha riconosciuto il Cavaliere colpevole di concussione e prostituzione minorile, tutti gli occhi sono puntati sulla tenuta del governo. Pdl furioso, mentre il Pd invita alla prudenza. M5S: "Vada in galera"

Resistere. E' questa la parola d'ordine di Silvio Berlusconi dopo la sentenza del tribunale di Milano che, in primo grado, lo ha condannato a sette anni e all'interdizione perpetua dei pubblici uffici, per i reati di concussione e prostituzione minorile al termine del processo Ruby. "Ero veramente convinto che mi assolvessero perché nei fatti non c'era davvero nessuna possibilità di condannarmi - ha scritto il Cavaliere in una nota diffusa nella sera di lunedì 24 giugno. E prosegue: "E invece è stata emessa una sentenza incredibile, di una violenza mai vista né sentita prima, per cercare di eliminarmi dalla vita politica di questo Paese. Non è soltanto una pagina di malagiustizia, è un'offesa a tutti quegli italiani che hanno creduto in me e hanno avuto fiducia  nel mio impegno per il Paese. Ma io, ancora una volta, intendo resistere a questa persecuzione perché sono assolutamente innocente e non voglio in nessun modo abbandonare la mia battaglia per fare dell'Italia un paese davvero libero e giusto". Uno sgomento che condividono anche i figli Pier Silvio e Marina che parlano di una condanna assurda per "demolire l'uomo politico".

Oggi incontro tra Letta e Berlusconi
- Tutti gli occhi sono ora puntati sul governo per capire i riflessi del verdetto sulla tenuta dell'esecutivo. "Più volte il presidente ha ripetuto che le questioni giudiziarie che lo riguardano non inficeranno la tenuta del governo Letta perché ha fatto, e noi con lui abbiamo fatto, una scelta per il bene dell'Italia, il bene  comune che è cosa diversa dalle ingiustizie e dalle persecuzioni che  Berlusconi riceve", ha spiegato il ministro dell'Agricoltura Nunzia De Girolamo dopo la sentenza. Ma secondo i resoconti di chi lo ha incontrato in queste ore la pazienza del Cavaliere nei confronti dell'esecutivo sarebbe giunta al limite. Nonostante mi sia impegnato a dar vita ad un governo di larghe intese - avrebbe detto ai suoi - la pacificazione non può esserci, perché il disegno di certi pm è quello di mettermi in un angolo. Un ragionamento che Berlusconi ha intenzione di fare, senza tanti giri di parole, anche ad Enrico Letta.
Martedì 25 maggio i due leader si incontreranno a palazzo Chigi e l'intenzione dell'ex premier sarebbe quella di mettere in chiaro che la pazienza e i toni soft saranno un lontano ricordo: Letta deve capire - avrebbe detto Berlusconi ai suoi, secondo alcune indiscrezioni di stampa - che se non fa quanto concordato ci saranno delle conseguenze. Toni ultimativi che il Cavaliere avrebbe intenzione di mettere in pratica se il governo non rispetterà in patti sui provvedimenti economici. La strategia, secondo alcuni osservatori, sembra a questo punto chiara: iniziare a tirare la corda in vista dell'autunno quando arriverà la sentenza della corte di Cassazione sul processo Mediaset in cui l'ex capo del governo è condannato a 5 anni di interdizione dai pubblici uffici.

Prudenza nel Pd, rabbia nel Pdl
- Da parte sua, il Pd resta molto prudente affidando a una nota ufficiale il commento alla decisione del tribunale di Milano: "Il Partito Democratico prende atto della sentenza pronunciata dai giudici della quarta sezione del Tribunale penale di Milano nei confronti di Silvio Berlusconi. Come sempre, il Pd esprime rispetto per le decisioni, di qualunque segno siano, che la magistratura prende nella propria autonomia".
Duro il tono di molti esponenti del Pdl, come per esempio Fabrizio Cicchitto a SkyTG24: "Una sentenza da Tribunale Speciale che mette in  evidenza l'esistenza di un'operazione in corso a Milano volta non solo a criminalizzare Berlusconi ma anche, se possibile, a buttare per aria il quadro politico esistente". Anche Sandro Bondi è stato netto: "E'  assurdo pensare che l'attuale governo possa lavorare tranquillamente  nel mentre si massacra politicamente, attraverso un sistema  giudiziario impazzito, il leader di uno dei partiti che lo sostengono. Soprattutto bisogna prendere una decisione prima che questa  magistratura conduca l'Italia alla rovina". Il capogruppo al Senato Renato Schifani ha parlato di  "un'anomalia che esiste soltanto nel nostro Paese, dove alcuni  giudici, schierati sempre dalla stessa parte, provano a ribaltare il  giudizio chiaro e inequivocabile di dieci milioni di italiani che si  riconoscono nel presidente Berlusconi. E che non ne possono piu' di  una persecuzione ingiusta e patologica". Mentre per il capogruppo alla Camera Renato Brunetta "questa sentenza fa paura", "è arrivato il  momento di dire definitivamente basta a questo attacco alla liberta'.  Il Pdl sara' al fianco del suo leader per combattere questa ennesima  battaglia".

M5S: "Berlusconi vada in galera" - Dalle altre parti politiche l'accoglienza della  sentenza del caso Ruby è stata differente. "Questa sentenza è  un  carico di ombre veramente pesante, non c'e' un posto al mondo in cui  si può rimanere leader nella politica con un ombra così pesante, in  nessuna parte del mondo con questo carico si potrebbe ricoprire il  ruolo di capocondomino. Per questo Berlusconi farebbe bene a liberare  il campo", ha spiegato Nichi Vendola. Tra i cittadini-portavoce del M5S, il capogruppo al Senato  Nicola Morra ha sostenuto che "in uno Stato di diritto, le sentenze  vanno rispettate ed applicate. Berlusconi, ne tragga le dovute  conseguenze e risparmi al Paese inutili 'barricate'. Confermiamo che  il Movimento 5 Stelle al di là delle sentenze odierne e recenti,  porrà il tema della sua ineleggibilità dal prossimo 9 luglio nella  Giunta per le elezioni del Senato. Il Pd non offra salvacondotti". Duro anche il deputato Alessandro Di Battista (M5S) a SkyTG24: "Berlusconi deve andare in galera". Non ha parlato del caso Berlusconi Mario Monti con Enrico Letta. Lo ha spiegato lo stesso ex premier lasciando palazzo Chigi dopo  l'incontro con il presidente del Consiglio: "Confido che il presidente Berlusconi, con il senso di responsabilità già mostrato in altre  occasioni, sappia distinguere una vicenda pur dura ma personale" dal  piano istituzionale e di governo, ha detto Monti.

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