Ruby bis, anche Iris Berardi si ritira da parte civile

1' di lettura

Il legale di Fede chiede l'assoluzione dell'ex direttore del Tg4: "Il fatto non sussiste". Poi cita un nuovo teste, secondo cui la modella Imane Fadil ricattava vip e politici. I giudici respingono la richiesta. La procura apre un fascicolo

La modella brasiliana Iris Berardi ha revocato la costituzione di parte civile nel processo milanese sul caso Ruby bis a carico di Emilio Fede, Lele Mora e Nicole Minetti (lo speciale). Analoga scelta era stata fatta nelle scorse udienze da un'altra delle ragazze che hanno partecipato alle serate di Arcore, Barbara Guerra. A questo punto, nel processo che vede imputati per induzione e sfruttamento della prostituzione anche minorile l'ex direttore del Tg4, l'agente dei vip e l'ex congliera regionale della Lombardia, restano tre le persone costituitesi parti civili: Chiara Danese, Ambra Battilana e Imane Fadil, che ha chiesto un risarcimento di 2 milioni di euro (FOTO).
All'aula del tribunale di Milano, però, è stato anche il giorno della difesa di Fede. Assolvetelo, "perché il fatto non sussiste" ha chiesto il legale nel corso della sua arringa durata circa 7 ore.

La difesa: Fede non portò ragazze ad Arcore - L'avvocato Alessandra Guarini ha dunque sostenuto che non ci sono prove che dimostrino che Fede abbia portato Ruby ad Arcore, aggiungendo che non è mai esistito il sistema prostitutivo ipotizzato dai pm. Il legale ha chiesto quindi l'assoluzione "perché il fatto non sussiste o non costituisce reato". Il legale ha poi cercato di smontare i teoremi dell'accusa, tacciata di  "maschilismo" e, in riferimento alle notti di Arcore, a casa dell'ex premier Silvio Berlusconi, ha parlato di "atti sessuali al massimo tra persone adulte". Secondo il difensore, "non è stato provato in alcun  modo dalla Procura che Emilio Fede abbia portato Ruby ad Arcore la sera del 14 febbraio 2010" e "neppure che abbia portato Karima da Lele Mora".
L'accusa ha invece chiesto una condanna a 7 anni di carcere per l'ex direttore del Tg4, per l'agente dei Vip Lele Mora e per l'ex consigliera regionale della Lombardia Nicole Minetti. Secondo il pm, l'ex consigliera "fece sesso a pagamento" e il giornalista e l'agente dei vip "saggiavano la gradevolezza delle ragazze".

Spunta un testimone contro Imane Fadil - I giudici hanno poi respinto la richiesta del legale di Fede di acquisire al processo le dichiarazioni di Pawel Giowine su Fadil, rese dall'uomo alla procura di Roma nelle settimane scorse, e il cui verbale è stato trasmesso al pm Ilda Boccassini.
L'uomo, polacco di 35 anni, ha dichiarato che Fadil avrebbe fatto parte di un gruppo di ragazze reclutate 'per circuire vip per poterli poi ricattare'. In particolare, 'puntava ai politici' e avrebbe parlato di un 'foto-ricatto' ai danni del calciatore Fabio Cannavaro. La procura di Milano ha aperto un nuovo fascicolo conoscitivo di indagine.

Leggi tutto